Sabato.
Ore 20:00, la sagra ormai era nel pieno del fermento: le persone del quartiere andavano e venivano, mangiavano, si fermavano agli stand della pesca e della ruota della fortuna, qualcuno anche al banco delle torte e degli scout.
Sara era appena arrivata, un po' trafelata e stanca per l'intenso pomeriggio di studio. Le sue amiche l'aspettavano al banco delle torte. "Ciao Sara! Visto che sei arrivata vado a prendere da mangiare" disse Isa alzandosi, "Volete qualcosa?", "Mm si! Isa due pizze e uno gnocco fritto!" Isa sospirò, "Ah e ricordati l'acqua" aggiunse ancora Stefania "Si si va bene!".
Sara si sedette sorridendo "Ti vendichi?" domandò a Stefania, "Solo un pochino! Non fa mai un tubo, almeno si rende utile!", Cecilia alzò lo sguardo dal cellulare guardando prima Sara poi Stefania, quando una signora si avvicinò per chiedere il prezzo e il gusto di una torta.
Enrico e Marco stavano parlando tra loro, quando il loro capo scout "Ragazzi! Invece di parlare di fighe, datevi una mossa a portare quest roba ai tavoli!". Enrico sorrise beffardo "Eh va bene andiamo! Lonza movet dai!".
Enrico vide Sara con la coda dell'occhio, mentre chiacchierava con le sue amiche con lo sguardo che di tanto in tanto finiva sul cellulare, nell'attesa di chissà quale chiamata o messaggio.
Moriva dalla voglia di chiederle se era veramente lei la ragazza nella macchina, e se quello era il suo ragazzo, e perchè nessuno ne sapeva dell'esistenza!
Dopo aver fatto un paio di servizi ai tavoli, Enrico si concesse un ghiacciolo, in quel momento arrivò Sara chiedendo alla cassa del bar di scambiare alcune banconote con le monete per poter dare il resto ad una signora. Enrico le chiese se le andava un ghiacciolo "Offro io!" le disse, Sara lo guardò "Wow tu che offri qualcosa? E' un evento straordinario, non posso rifiutare!" lui sorrise e scosse la testa "Che gusto vuoi?". Sara si sporse verso il bancone "Amarena!".
Rimasero per un po' a chiacchierare dell'esame, della tesina, e di quello che avrebbero voluto fare dopo la maturità "Penso che farò Economia, mi interessa abbastanza, e poi mi sono scocciata di studiare lingue!" disse lei, "Pensavo anche io Economia, ma giusto perchè non si fa un cazzo ahaha!" Sara lo guardò con superiorità "Sei il solito Erry!". Enrico decise che era il momento di chiederle se era lei quella della macchina "Ehm senti, ma l'altro giorno, quando ci siamo visti, tu dopo hai detto che dovevi andare via per studiare no? Ecco, non è che per caso era una scusa per andare dal tuo ragazzo?" a Sara si scurò il volto "No, sono andata a casa a studiare. Ora è meglio che torni dalle altre. Ciao" fece per andarsene ma Enrico la fermò.
"Sara dai, ti ho visto! Eri in macchina con uno e vi stavate baciando!" lei lo prese e lo portò dietro, nel parcheggio, cercando di non farsi vedere e confondendosi in mezzo alle persone.
"Senti Erry, io e te non siamo mai stati grandi amici, siamo stati 5 anni in classe assieme alle elementari, e ci beccavamo nei corridoi alle medie. Poi finito il catechismo le nostre vite si sono separate, ci si ritrova in queste occasioni e ci si scambia chiacchiere amichevoli, a volte di circostanza. Ma tu ora, purtroppo sai una cosa che nessuno sa: nè le mie amiche, nè mio fratello, nè tantomeno i miei genitori! Quindi ora sarò costretta a chiederti un favore enorme e tu non sai quanto mi costa!" Enrico la interruppe "Eh dai Sara che esagerata! Mica mangio persone io!" Sara scosse la testa "Lascia perdere! Insomma, quello che ti sto chiedendo è di non dirlo a nessuno, di tenertelo per te chiaro?" "Sara ma seriamente tutto sto mistero? Ma non hai mica 15 anni! Nemmeno le tue amiche?" lei si passo una mano sulla fronte in modo nervoso "Erry, per piacere. Tienilo per te! Non dirlo a nessuno dei tuoi amici, nè alla tua ragazza. Finirei nei casini!". Adesso Enrico era preoccupato "Sara, ma perchè il tuo ragazzo è un tipo pericoloso? Ti mette le mani addosso? Se è così lascialo oh!" Sara scoppiò a ridere "Nono, lui non mi farebbe mai del male! E' una cosa un po' complicata. davvero Erry promettimi che terrai la bocca chiusa!". Enrico sospirò "Si va bene, tranquilla. Se hai bisogno di parlarne hai il mio numero, è sempre lo stesso!" Sara sorrise "Ti ringrazio, davvero! Ed ora torniamo di là, che altrimenti inizieranno a preoccuparsi!".
Enrico era un po' preoccupato, Sara non gliela raccontava giusta. Ma al momento non poteva fare niente per lei, se non mantenere il segreto.
ciao bella, ti ricordi di me?non mi hai mai risposto ai commenti...
RispondiEliminaho letto il post sotto, di tuo padre...mi dispiace molto. condivido comunque quello che hai scritto. e ti lascio un abbraccio
ramy