domenica 30 novembre 2014

La natura dello scorpione parte 4°

Il treno sfrecciava verso Roma, mancavano solo 40 minuti e sarebbero arrivati. Gabriele si era appisolato poggiando la testa sulla spalla sinistra di Simona, lei invece era sveglia e super eccitata! Stava cercando su internet, dal suo smartphone, notizie sul signor Resi, ma aveva trovato davvero poco, essendo questi subentrato al comando dopo la recente morte del padre. "Ecco perchè aveva tanta premura, vuole fare bella figura per far vedere che è degno successore di suo padre!" pensò tra sè e sè.


Gabriele si svegliò 10 minuti prima dell'arrivo in stazione 


- Buon giorno! -

Disse stiracchiandosi, Simona sorrise:

- Buon giorno a te! Dormito bene? -

- Mmm si, avevo un ottimo cuscino -

Le fece l'occhiolino, dopodichè si alzò per infilarsi la giacca e prendere le valigie.

- Tu sei la donna perfetta con cui viaggiare! Un beauty-case e un valigia piccola! Ti adoro! - .


Il treno iniziò a frenare lentamente, una ragazza bionda perse l'equilibrio e cadde addosso a Gabriele, il quale con fare garbato la sollevò e le sorrise.


- Mi scusi -

Disse lei imbarazzata 

- Si figuri, capita -.

Scesero dal treno e la ragazza bionda seguì Gabriele con lo sguardo, Simona aveva notato tutto e diede uno scapellotto alla nuca del suo amico:

- Dico ma sei scemo? Quella ti fissa e tu non te le chiedi manco il numero? -

- Ma se è di Roma come cavolo faccio a vederla? Non ha senso! -

Simona si portò la mano alla fronte esasperata, poi con uno slancio rincorse la ragazza.

-Ehi scusa! -

La ragazza si girò interrogativa.

- Ciao! Scusa devono venirci a prendere, sai dov'è il piazzale delle auto? -

Simona e la sua faccia tosta. Gabriele si avvicinò lentamente, la ragazza nel vederlo arrossì

- No, mi spiace, non sono di qua... -

- Ah e di dove sei? - 

-Simona! -

La riproverò Gabriele. La povera ragazza non stava capendo più niente.

- Sono di Mantova, sono qui per andare a trovare un'amica! -

Simona si voltò e lasciò parlare Gabriele, mentre fu attratta da un uomo vestito in giacca e cravatta che portava una spilla sul bavero con l'icona di Resi Arredamenti.

- Salve, sono Simona Corradi, lei è l'autista del signor Resi? -

L'uomo annuì e le fece segno di seguirlo.

- Un momento vado a chiamare il mio collaboratore -

L'uomo rimase ad aspettare.

Gabriele e Sara, la ragazza bionda, si scambiarono i numeri di cellulare e si salutarono. Simona disse a Gabriele di seguirla perchè aveva trovato il loro autista.



- Splendide Royal Roma -


Lesse Simona appena scesa dalla macchina.

- Il nome promette bene! - .

L'autista li accompagnò alla reception, dove Simona e Gabriele diedero i loro documenti e presero le chiavi della suite, con le camere da letto separate.
Simona ringraziò l'autista, questi poi li informò che dopo due ore sarebbe passato a prenderli per portarli dal signor Resi.
Appena entrarono nella suite Simona lasciò i bagagli sulla porta e corse verso il letto tuffandovisi sopra! 

- Wow! Era una vita che volevo farlo! -

Gabriele raccolse le valigie, le portò al centro della suite e si diresse verso il bagno.

- Simona! temo che litigheremo molto durante la nostra permanenza qua! -

Lei lo seguì in bagno:

- Perchè? -

Lui la guardò raggiante, poi si spostò per farle vedere un'enorme vasca idromassaggio e un mini bagno turco. Simona rimase a bocca aperta.

- Il Signor Resi ha davvero una barca di soldi per potersi permettere di ospitarci in una suite come questa! -

Poi si voltò verso Gabriele:

- Non litigheremo...ci compreremo dei costumi e potremo fare sia la vasca che il bagno turco insieme! -

- Sei sicura di poter reggere la vista del mio fisico semi-nudo? - 

Sorrise maliziosamente lui.

- Oh dai, non sei mica così male! Non ti buttare giù così! -

Rispose lei dandogli un colpetto sulle spalle.



Mentre Gabriele stava facendosi la doccia, Simona sistemò i bozzetti che aveva fatto in occasione dell'incontro con il signor Resi; si era documentata sulle dimensioni del nuovo store e sul tipo di arredamenti che vendeva, quindi era riuscita a farsi un'idea abbastanza realistica di come avrebbe organizzato e arredato gli ambienti.

Gabriele uscì dal bagno portandosi dietro un dolce profumo di bagnoschiuma, aveva solo i boxer e i pantaloni della tuta indosso, e con disinvoltura si sedette accanto a Simona strofinandosi i capelli con un asciugamano. Lei alzò lo sguardo per un momento e se lo vide davanti.

- Dico ma sei scemo? Non è mica estate che giri mezzo nudo! -

- Eddai, qua dentro ci sono 30 gradi, mi chiedo come faccia tu a stare vestita così con sto caldo! -

Simona si guardò: aveva un completo, pantalone e giacca grigi, con una camicetta rosa per spezzare la tinta unita, il tutto rigorosamente abbottonato. 

- Senti è un impegno di lavoro, mica posso presentarmi con mini gonna e tacchi a spillo, ti pare? -

Simona si fermò un attimo e squadrò Gabriele:

- Ma tu hai intenzione di venire in tuta? -

Sbottò shockata. 
Gabriele non disse una parola, aveva già capito l'antifona, andò nella sua camera e si mise jeans, giacca e cravatta, dopodichè uscì per avere l'approvazione. 

- Così va meglio! E adesso andiamo giù che l'autista ci starà aspettando! -

- Zi padrona! -

La prese in giro lui.



Si fermarono davanti ad un enorme stabile colorato rosso e giallo.

- Forza Roma! -

Esclamò sarcasticamente Simona stringendo le dita sulla sua cartellina. Un uomo alto con gli occhi color nocciola e i capelli castani le si avvicinò.

- Signorina Corradi! -

Le porse la mano, lei ricambiò la stretta.

- Signor Resi, immagino... -

La mano era calda e ferma. Simona lo guardò negli occhi scrutandolo, ma lui fu evasivo e abbassò subito lo sguardo indicandole l'ufficio.
Si misero a sedere uno di fronte all'altra, Gabriele al fianco di Simona, con l'aria un po' annoiata seguì la presentazione della ditta. 
Simona tirò fuori i suoi bozzetti e li mise sulla scrivania allungandoli al signor Resi, questi nel prenderli le sfiorò le dita e Simona s'irrigidì alzando lo sguardo su di lui.
Aveva il cuore in gola e non sapeva spiegarsi il perchè: non era di certo la prima volta che presentava i suoi bozzetti ad un imprenditore!

- Mmmh! Questo mi piace molto! - 

Disse serio Resi e Simona parve rilassarsi.

- Signorina Corradi, lei ha altri incarichi da qui a tre mesi? -

Simona sgranò gli occhi.

- Tre mesi? -

Resi la guardò serio.

- Cos'è? Dovrà rinunciare alle vacanze prenotate? -

Simona inarcò le sopracciglia indispettita.

- Assolutamente no! E' che tre mesi per uno store, sono troppi! -

Resi fece un sorriso impertinente e Simona si sentì lievemente agitata.

- Dobbiamo rinnovare anche il vecchio store, e ne vorrei aprire un altro a Frosinone! - .

Simona rimase a bocca aperta rivolgendo uno sguardo della serie "sogno o son desta" a Gabriele, che nel ricambiare lo sguardo annuì.
Simona parve riprendersi:

- Posso discuterne un attimo col mio collaboratore? -

Il signor Resi sorrise come se si fosse aspettato esattamente quella reazione. Resi fece cenno di si con la testa, dopodiché uscì dall'ufficio.

Simona strinse le mani di Gabriele emozionata.

- Tre mesi di lavoro assicurati e ben pagati! Te la senti? -

Lui alzò le spalle.

- Abbiamo qualcuno che ci aspetta a casa? -

Simona lo abbracciò raggiante.

- Wooohooo! - .

Resi fuori dall'ufficio sentì gli schiamazzi di Simona e sorrise.

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