venerdì 19 dicembre 2014

La natura dello scorpione parte 10°

In pizzeria Alberto ordinò una pizza alla carbonara, mentre Simona si limitò ad una bianca e pancetta.

- Meno male, pensavo ordinassi una margherita per mantenere la linea! Ne sarei rimasto molto deluso! -

Simona aveva già un quarto di pizza in bocca:

- Cogia? - bonfonchiò staccandone un pezzo.

- Nono, la margherita è per quando ho pochi spicci e non ho molta fame, ma capita molto raramente!-

Alberto rise di gusto.

- Sei proprio buffa! -

Simona alzò un sopracciglio e mandò giù un altro boccone di pizza.

- Come scusa? Questa è bella! E' la prima volta che qualcuno mi dice che sono buffa! -

Alberto tagliò un pezzo di pizza e con la forchetta se lo mise in bocca.

- Tu sei buffo che mangi la pizza con le mani! Ma come si fa?! Dico io! -

Simona indicò Alberto puntandogli un coltello contro!

- Ehi stai buona con quel coltello! Non vorrai mica ammazzarmi? -

Simona ritrasse la mano immediatamente, dedicandosi ad un altro quarto pizza e piegandolo su sè stesso a metà.

- Beh sentiamo: che aggettivi ti hanno dato, finora? -

Alberto la guardava divertito mentre sorseggiava un bicchiere di vino rosso.

- Mah! Mi hanno detto simpatica, carina, elegante, alla moda, chic, esuberante, allegra, tosta, sexy...e questi sono quelli buoni! -

- E quelli non buoni quali sarebbero? -

Simona scosse la testa sorridendo:

- Meglio che tu non li sappia! -

- Ma ormai hai iniziato a dirli, non puoi lasciarmi a metà dai! E po' sono troppo curioso per cambiare discorso -

Simona increspò le labbra e socchiuse gli occhi, come se stesse soppesando la situazione e pensasse se rivelare o meno quei particolari.

- Ecco vedi, io temo i pregiudizi, se ti dicessi gli aggettivi non buoni ho paura che poi tu possa farti strane idee e non voglio, visto che ci stiamo conoscendo adesso - .

Alberto la guardò seriamente, poi le carezzò una mano, molto molto lievemente per pochi secondi, quel tanto che bastò a Simona per farle correre dei brividi lungo la schiena.

- Non insisto, però lascia che ti dica i miei: buoni e non -

Lei si rilassò a questa proposta e annuì sorridendogli.

- Vediamo, per un uomo credo sia più difficile che abbia aggettivi piacevoli, ma quei pochi che ho ricevuto sono stati : puntuale, serio, divertente e...passionale -

Quell'ultima parola fu pronunciata molto lentamente, e gli occhi nocciola fissi negli occhi scuri di lei.
Simona si ritrovò con la gola secca, ed ebbe un'improvvisa esigenza di bere dell'acqua fresca. Doveva assolutamente smorzare quella tensione che si era creata.

- E gli appellativi meno buoni... -

Alberto parve sorridere, come se la stesse prendendo in giro, ma cercò di nascondere quel suo sorriso sfacciato dentro un altro sorso di vino rosso.

- E quelli meno buoni sono davvero pessimi! Il primo che mi viene in mente è stronzo! Seguito da arrogante, schiavista, ottuso, disgraziato, possessivo e...figlio di puttana! Sisi, direi di averli detti tutti si! -

Simona scoppiò a ridere e battè una mano sul tavolo, facendo girare un paio di persone verso di loro.

- Ma cosa hai combinato per farti dire tutte queste cose? Aahahah! Mamma mia, scommette che arrivano tutti da donne questi begli aggettivi! Tranne schiavista, ecco quello che arrivi dai tuoi operai! -.

Alberto parve assumere un'espressione soddisfatta e compiaciuta.

- Beh forse quando mi dirai i tuoi aggettivi "non buoni" io ti dirò le origini dei miei! -.

Dopodichè Alberto ordinò il conto e propose a Simona di fare una passeggiata a Piazza Navona, prima di portarla in albergo.

Fu una passeggiata molto calma e rilassata, le chiacchiere variarono dagli hobby alla musica, dalle vacanze fatte ai lavori svolti in gioventù, gli studi, l'università, le punizioni subite dai genitori per le stupidaggini commesse, fino a quando Alberto decise che era ora di andare a riposare.

- E' l'una passata, io spero che tutto quello che dovevano fare l'abbiano fatto, e che così tu possa riposare -

Simona, sembrava un po' delusa, quindi invece che aprire la portiera della macchina si poggiò su di essa di schiena, incrociò le braccia sul petto e fissò Alberto.

- Che c'è Corradi, vuoi dirmi qualcosa? -

Alberto posò le sue mani sulla macchina, una accanto alla spalla destra e l'altra accanto alla spalla sinistra di Simona e le bloccò qualsiasi via di fuga...non che lei volesse scappare.

- Tu sei strano! Non capisco a che gioco stai giocando con me -

Alberto avvicinò il suo viso a quello di Simona, fino a sentirne il respiro caldo sulla faccia e a stordirsi con il suo profumo vanigliato.

- Tu a che gioco vorresti giocare? - 

"Alberto non farmi fare questo. Sto cercando di fare la brava, ma tu mi provochi..." pensò Simona allontanando un po' Alberto da sè.

- Sei sicuro di voler giocare con me? Rischi di farti del male! -

Alberto chiuse gli occhi per un istante e poi si allontanò.

- Anche tu rischi di farti del male con me, se è per questo. Sei tu che ti sei fermata qui alla macchina, quindi ho pensato che volessi dirmi qualcosa... -

Simona lo interruppe sbottando:

- Per forza Alberto, non riesco a capire che cosa stiamo facendo: è un rapporto di lavoro con passatempi piacevoli? E' una possibile amicizia? E' un'attrazione? Guarda io di solito non mi faccio problemi ad uscire con gli uomini, di solito li uso e li getto... o li ferisco. Ma non perchè in passato uno di loro mi ha fatto del male e allora mi vendico con tutto il genere maschile, no è qualcosa di molto peggio e non sono sicura di volerti inserire nell'elenco di quelli che mi odiano o mi disprezzano! Quindi in questo caso, devo capire! Anche perchè da qui a 3 mesi saremo sempre insieme, per molte ore al giorno, quindi non voglio avere problemi sul lavoro! Chiaro? -

A Simona batteva il cuore a mille, le si torceva lo stomaco e aveva l'ansia per la risposta di Alberto e non capiva il perchè, o meglio lo capiva eccome, ma voleva tanto sbagliarsi: le voleva disperatamente conoscerlo meglio, voleva uscire con lui e approfondire quei lievi e brevissimi contatti fisici che c'erano stati finora tra loro. Ma dopo quel discorso che gli aveva appena fatto, temeva di aver rotto tutto ancor prima che potesse nascere.


giovedì 18 dicembre 2014

La natura dello scorpione parte 9°

Erano le 20:40, lo store era praticamente vuoto, se non fosse stato per Simona che stava spostando alcuni mobili di un'ipotetica sala da pranzo!
Aveva chiesto ad Alberto di poter almeno mettere la musica in filodiffusione, in modo da avere un po' di compagnia, e lui glielo aveva concesso.
Quindi Simona saltellava da una parte all'altra della "sala" spostando, inquadrando e rigirando mobili e composizioni, adattando luci e particolari.
Resi la stava osservando già da un po': era lì dalla mattina e sembrava ancora sprizzare energia da tutti i pori, inoltre sapeva perfettamente che la notte prima aveva dormito poco.

- Ti droghi, vero? Prendi degli eccitanti! -

Simona fece un balzo spaventata.

- Dico ma sei scemo? Pensavo che non ci fosse nessuno ormai! -

Alberto rise.

- E comunque no, non mi drogo! Tanta cioccolata, e qualche tazza di caffe! Roba naturale insomma...più il mio entusiasmo per il mio lavoro! -.

Lui le si avvicinò e pareva studiarla.

- Lo vedo che sei entusiasta del tuo lavoro. Sono molto contento di averti scelta! Avevo già visto i tuoi lavori, e mi sono sempre piaciuti... -

Simona rimase piacevolmente sorpresa sentendo quelle parole, poi le venne in mente una domanda:

- Questi mobili, li fate voi, giusto? Avete un laboratorio! Posso vederlo? -

Alberto le prese la mano e se la trascinò dietro senza dire nulla.
Arrivarono in uno stabile buio e silenzioso, con un profumo intenso di legno e segatura. Con la mano libera Alberto cercò a tentoni l'interruttore della luce, lo schiacciò e lo stabile si illuminò a giorno.
Simona rimase a bocca aperta : vi erano seghe circolari, piallatrici, punteruoli, seghetti, strumenti per gli intarsi, retini per texture e mille altri utensili.

- Ma...davvero? Hai dei veri artigiani che ti lavorano il legno e ti costruiscono i mobili? Non hai una fabbrica che fa pezzi standard? -

Simona ne era affascinata. Alberto le indicò una scrivania piena di segatura e posandole una mano sulla schiena, delicatamente la invitò a proseguire verso di essa.

- Questa era di mio nonno, poi è diventata di mio padre, ed ora dovrebbe essere mia...- 

Lasciò la frase in sospeso accarezzando la scrivania togliendovi un po' di segatura. Poi si voltò verso Simona e con un sorriso raggiante le propose una pizza!
"Ma questo è pazzo!" pensò lei "Prima è tutto serio, mi trascina qui senza manco dire una parola, e ora mi dice che vuole andare a prendere una pizza?!".
Ritornarono nello store dove Simona stava sistemando la sala da pranzo.

- Allora? Che pizza vuoi?  -

Simona lo guardò stupita.

- No ma...fai sul serio? - 

Alberto fece spallucce.

- Beh se ti manca poco possiamo anche andare a mangiare fuori, ma se ne hai ancora per molto meglio mangiarla qua, no? -

Simona si mise le mani sui fianchi e lo fissò, incerta se rispondergli o meno.

- Alberto, sei stato tu di chiedermi di fermarmi per finire i bozzetti, me lo devi dire tu se devo continuare o meno, io posso finire anche domani! -

Lui come risposta si lasciò cadere sul divano.

- Uff! Come la fai complicata! Hai fame si o no? Qui hai finito, si o no? -

Simona era sempre più incredula! "Questo è proprio fuso!". Si guardò attorno, guardò il bozzetto che aveva disegnato, poggiato sul tavolo in legno di abete e decise che si, per quella sera aveva finito, e aveva anche fame.

- Senti capo, io penso di aver finito! Ma c'è un problema! -

Alberto si alzò e con lo sguardo la invitò a proseguire.

- Devo assolutamente cambiarmi e farmi una doccia! -

Lui rise di gusto.

- Ok, ma quindi vuoi passare dall'albergo a prendere le tue cose? -

Simona guardò l'ora, 21:30

- Mmm forse meglio di no, potrei interrompere qualcosa se andassi in albergo adesso. Ho detto a Gabry che sarei rimasta qua fino a tardi per finire delle cose e per lasciargli la sua intimità con Sara -

Alberto le si avvicinò improvvisamente e con nonchalance la annusò. Simona sentì il respiro caldo sulla pelle, e le sue narici furono invase da un inebriante profumo di dopobarba mescolato a shampoo. "Oddio sto per svenire! Questo profumo mi stordisce..." 

- Sai di buono! -

Fu il commento di Alberto, una volta allontanatosi. Simona si riprese.

- Ehm si! Mi fa piacere...ma come dire, non credo sia normale annusare le persone! -

Alberto sorrise malizioso.

- Beh se hanno un buon profumo, che male c'è? -

Così dicendo si avviò verso l'uscita, lasciando intendere a Simona di seguirlo.



Simona si ritrovò seduta, al posto del passeggero, in una Giulietta Alfa Romeo blu elettrico, al fianco di Alberto, che le aveva appena detto di scegliere un cd da inserire nel lettore.
Dopo un pezzo di tragitto, verso chissà dove Simona sbottò:

- Ma si può sapere chi sei? Un pazzo da ricovero? -

- Ma che c'è? Qual è il problema? Stiamo andando a mangiare una pizza e allora? Siamo tutti e due vestiti così da stamattina, nessuno dei due puzza e la doccia la faremo a fine serata! Stai tranquilla, non è un sacrilegio! -

- Cavoli! Non riesco a capire come siamo diventati così intimi da andare a mangiare una pizza a fine lavoro! -

Alberto si voltò un secondo a guardarla, poi ritornò sulla strada. Simona stava sciogliendosi i capelli e li stava spettinando con le mani, si sbottonò i primi due bottoni della camicia nera e cercò nella borsetta i trucchi di fortuna che portava sempre in borsa per le emergenze.

- A me non sembriamo così intimi, ci stiamo conoscendo e basta no? Lavori per me da quanto? 10 giorni, forse 12 e prima di ieri sera non mi sono mai permesso di parlarti di cose che andassero al di fuori del lavoro. Poi ti trovo al caffè letterario, uno dei miei locali preferiti a Roma, e ti scopro come una piacevole compagnia. E poi tu sei single no da quanto ho capito, quindi puoi uscire tranquillamente con un uomo... -

Simona lo fissò, non si era certo fatta sfuggire quella precisazione :

- Si, io sono single, ma tu...? -

Alberto si corrucciò e strinse le mani al volante.

- Non rispondi eh? Alberto io ho dei principi, nonostante i miei parenti mi abbiano voltato le spalle -

Queste ultime parole furono mormorate appena, ma Alberto le udì lo stesso, decidendo però di non approfondire il discorso. Simona riprese :

- Io non frequento gente sposata, accompagnata o fidanzata, mi dispiace, non sono quel genere di donna! -

Alberto sospirò pesantemente.

- Non sono niente di tutto questo, diciamo che è complicato e sto cercando di uscirne...ecco ora stiamo diventando intimi, raccontandoci cose personali -.


mercoledì 17 dicembre 2014

La natura dello scorpione parte 8°


Quando Simona entrò nella suite, sentì alcuni rumori provenire dal bagno e dopo poco vide uscire Sara avvolta nel lenzuolo e dirigersi in camera di Gabriele.

Simona aprì la porta del bagno e vide il suo amico con indosso i pantaloni del pigiama, la schiena e i capelli bagnati, le mani poggiate sul lavandino e la testa rivolta verso il basso.

- Ehi Gabri, che succede? -

Lui si voltò: - Ciao -

Disse con tono mesto

- Hai ragione tu, non sono fatto per una vita solitaria... -

Simona prese un asciugamano e glielo posò sulle spalle

- L'ho sempre saputo -

Gabriele se lo strinse addosso

- Simona, come faccio? E' innamorata anche lei, ma lunedì deve andare via... -

Simona si poggiò sul lavandino di fronte a lui.

- Guarda che la cosa è semplice! Va con lei! Torna a Modena! -

Gabriele la guardò incredulo:

- Ma stai scherzando? E il lavoro qua? Voglio dire tre mesi di lavoro ben pagati! -

Simona sorrise.

- Gabri, alla fine qua il lavoro che devi fare è molto minimo, possiamo anche fare così: lunedì vai con lei, appena ho sistemato tutte le bozze ti chiamo e vieni a fare i ritocchi che servono! Mi lasci un paio di ragazzi della tua squadra per le cose urgenti o impreviste, e quando avremo tutti le idee chiare ti chiamerò per ultimare i lavori, alla fine stai qui a perdere tempo dai... - .

Gabriele rimase in silenzio per qualche minuto a fissarla, poi decise di parlare:

- Sei sicura che si possa fare? -

Lei chinò la testa di lato alzando le sopracciglia,

- No, però possiamo sempre provare a chiedere a Resi. Chiedere non costa nulla! -

Gabriele sembrò riprendere vita a quelle parole, ma Simona lo bloccò :

- Non dire ancora niente a Sara, se poi Resi ci dirà di no rischieresti di illuderla e basta! -

Lui annuì e poi abbracciò la sua amica

- Grazie Simona - .

Simona si sistemò a letto, aveva appena chiuso gli occhi quando sentì vibrare il cellulare : Alle 8:30 allo store! Mi raccomando. Alberto
Simona sorrise, poi gli rispose : Ci sarò! Vedi di essere puntuale anche tu, capo!
Dopo poco il cellulare vibrò di nuovo : Io sono la puntualità fatta persona!
Simona non ebbe il tempo di rispondere che un'altra vibrazione preannunciò un nuovo messaggio : Ora è meglio dormire. Serata interessante, comunque...Buona notte signorina Corradi.
Lei sentì un calore colorarle le guance, e una sensazione strana scombussolarle lo stomaco. Buona notte, signor Resi.



8:31 Simona in cantiere mostrava agli operai come sistemare un angolo cottura.

- Buon giorno signorina Corradi! -

Simona si voltò e davanti a lei, in un completo grigio antracite, stava Alberto, sorridente.

- Buon giorno signor Resi. Dovrei parlarle un attimo -

Lui s'incuriosì.

- Certo, venga nel mio ufficio -.

Simona si sedette davanti a lui, li separava solo una scrivania

- Grazie per aver usato formalità davanti agli operai, non vorrei... -

Simona lo interruppe :

- Oh di questo poi parleremo un'altra volta! Il tuo atteggiamento mi incuriosisce parecchio! Comunque sono qua per un'altra cosa -

Alberto rimase sbigottito.

- Avanti parla! - sbottò.

- Avrei una proposta da farti: io credo che Gabriele e la sua squadra non siano necessari qua, ovvero al momento dobbiamo definire i bozzetti, e più che altro servono operai al montaggio e un paio di imbianchini. Quando poi ci serviranno per fare cappe e pareti li chiameremo che ne dici? Mi faccio lasciare un paio di ragazzi per le emergenze e per pitturare... -.

Simona disse tutto con una velocità quasi inumana e poi lasciò la frase in sospeso, in attesa della reazione di Alberto, che aveva ascoltato tutto con attenzione e seguito l'intero ragionamento. Dopo una manciata di secondi, che sembrava infinita Alberto rispose :

- Segue la ragazza vero? -

Simona sgranò gli occhi e pensò velocemente ad una scusa da inventarsi, ma non le venne in mente niente.

- E' stata una mia idea... -.

Alberto incrociò le dita e unì i due indici sulle labbra

- Dovrò far modificare il contratto - disse pacato.

- Quindi è un si? - azzardò Simona

- Si, io fin dall'inizio volevo te, poi ti sei portata dietro la tua squadra, ma quella che mi interessava per i lavori eri te...only you! -

Alberto fece spallucce e si appoggiò allo schienale della sedia tranquillo. Gli occhi nocciola la stavano fissando irriverenti, Simona deglutì, "Merda", pensò, "Se Gabri se ne va io resto sola con questo, come farò a trattenermi?".
Simona si alzò dalla sedia, e ringraziò Alberto facendo un mezzo inchino con la testa, poi si diresse verso la porta, ma lui la chiamò:

- Simona? Anche stasera devi stare fuori? - .

Simona inspirò profondamente facendo appello a tutto il suo autocontrollo, "Però se anche lui ci prova io che mi trattengo a fare", fu il suo pensiero. Simona si voltò sorridendo maliziosamente:

- Si, anche stasera...perchè? -

I suoi occhi da cerbiatta fissavano quelli nocciola di Alberto in attesa di una proposta.

- Niente, potresti restare qua oltre l'orario di lavoro allora, così finiremo i bozzetti e inizieremo a lavorare seriamente con lo store -

Simona strinse gli occhi a due fessure, dopodichè si girò e sbattè la porta dell'ufficio uscendo.

- Stronzo! -

Disse appena fuori dalla stanza, in un tono nè troppo basso nè troppo alto, ma in modo che Alberto potesse sentirla, e lei sentì lui ridere di gusto.


Gabriele corse da Simona appena la vide, e notò che stava cercando di trattenere una smorfia di rabbia.

- Cos'è successo? -

Le domandò, lei scosse la testa.

- Niente lascia perdere, un uomo stupido...Comunque... -

Simona poggiò le mani sulle spalle del suo amico :

- Resi ha detto che va bene, adesso provvederà a modificare il contratto e poi non ci saranno problemi! Ora devi solo dirlo alla tua squadra! -

- Oh tranquilla, ci hanno chiamato quelli di Pimp My home e quindi ho anche una scusa valida per dire loro che andremo via per un po' -

Disse sollevato lui.

- Davvero hanno chiamato quelli di Pimp? E dove? Cavoli mi dispiace non andare! -.

Gabriele sorrise, era vero, Simona ci teneva molto a quel progetto, ma 'sta volta non poteva mollare il lavoro, visto che già lui se ne andava per motivi, che ad occhi altrui, potevano sembrare futili.

- Andiamo nella bassa Modenese, ci hanno chiesto di rimettere in sesto un paio di case provate dal terremoto! -

Simona s'intristì ancora di più.

- Che palle! -

Sbottò frustrata e si diresse verso gli operai per riprendere il lavoro e non pensare.

Keep Calm and life must go on



martedì 16 dicembre 2014

La natura dello scorpione parte 7°

Simona guardò Alberto e poi nuovamente il punto da lui indicato, non sapeva cosa sperare: la Cinquecento datata o la Ducati. 
Alberto sorrise sornione allo sguardo sempre più smarrito di Simona, poi attraversò la strada e si diresse verso la Cinquecento, quando fu vicino l'auto si voltò a guardare la faccia atterrita di lei.

- Ahahah! Giuro che sei troppo divertente! -

Alberto scoppiò a ridere e Simona si riprese: attraversò anche lei la strada e si trovò accanto a lui.

- Cosa c'è da ridere? -

Simona si mise le mani sui fianchi, Alberto le passò accanto sfiorandola volontariamente e aprì il bauletto della Ducati, prendendo un casco nero e porgendolo a Simona. Lei si voltò verso di lui  rossa in faccia e con la bocca aperta.

- La smetti di prenderti gioco di me? -

Alberto come risposta si tolse la giacca e la mise sulle spalle di Simona, che aveva tutt'altro che freddo in quel momento.

- Infilala, avrai freddo quando sarai su! -

Lei eseguì l'ordine, ma continuò a inveire contro di lui per averla presa in giro, più che altro per riprendere un po' di autocontrollo.

- Sicuro, domani non mi presento! Ma guarda te questo, come si diverte a prendere in giro la gente! -.

Alberto le si avvicinò e le sistemò meglio la chiusura del casco, sorrideva mentre lei sbuffava.

- Signorina Corradi, le tue minacce sono così innocue che non mi destano la minima preoccupazione! Se domani alle 8:30 non sarai in cantiere io alle 8:35 sarò da te...credimi le mie minacce non sono mai a vuoto! -

Simona deglutì fissando quei profondi occhi color nocciola. "Allora ti prego, vienimi a prendere!".


Gabriele lasciò Sara riposare nel letto, lui andò in bagno e si sedette nella vasca, la punta dei gomiti sulle ginocchia e le mani al viso "Merda!" pensò "La prima di cui mi innamoro dopo Francesca e già se ne va! Come cazzo faccio?". Una fitta al cuore fastidiosamente pungente lo fece innervosire ulteriormente, per calmarsi un po' aprì la doccia e si fece scrosciare addosso l'acqua. 
Sara si svegliò sentendo il rumore dell'acqua provenire dal bagno, si girò e vide che Gabriele non era più a letto. Sospirò dolorosamente, afferrò il cellulare e inviò un messaggio alla sua amica - Marta, stasera non torno a casa, scusa per l'ora, resto da lui...ci resterei tutta la vita se potessi. Che situazione del cavolo! :( -
premette invio e si alzò dal letto. 
Sara bussò alla porta del bagno e poi entrò, lo vide: bello come un modello di copertina, le spalle larghe bagnate, i pugni stretti contro al muro e la fronte bassa. Lei fece scivolare il lenzuolo a terra ed entrò con lui nella vasca, lo abbracciò baciandogli la schiena e posando le mani sul suo petto.

- Non avrei mai immaginato di provare sentimenti così profondi per uno che conosco da poco più di una settimana...manco fossi un'adolescente! -.


Simona si teneva stretta al torace di Alberto, "Caspita", pensò, "Che bei muscoli che sento". Alberto le parlava attraverso il microfono nei caschi:

- Tutto ok lì dietro? -

- Sisi! Ma non ci vuole solo un quarto d'ora per arrivare all'albergo? -

Lui curvò bruscamente e lei si strinse ancora di più al suo torace, Alberto sorrise conscio di non poter essere visto.

- Si, ma ti sto facendo fare un giro panoramico della Città! -

- Alberto ma sono le 2 di notte! Domani devo essere in cantiere alle 8:30 ricordi, sennò il mio capo mi uccide! -

- Naaa, non ho mai ucciso nessuno! Al massimo te lo detraggo dal compenso - 

Simona gli diede un pizzicotto nel fianco,ma lui non si scompose.

 - Portami subito all'albergo! 

Alberto prese la sua mano e con delicatezza se la mise sul torace dov'era ancora appoggiata l'altra. Simona ebbe un sussulto, ma sperò che Alberto non se ne fosse accorto. Desiderò che il "Giro turistico" fosse durato di più, ma riconobbe la strada dell'albergo e si sentì leggermente triste e un po' ansiosa.
La Ducati si fermò, Alberto scese, e aiutò Simona prendendola quasi in braccio.

- Merda! -

Simona non potè trattenersi, quel contatto fisico l'aveva decisamente elettrizzata.

- Cosa? Hai avuto paura? -

Le domandò Alberto mentre le slacciava il casco.

- No, per niente, mi piace andare in moto, peccato che non ne possegga una! - 

I capelli le ricaddero sulle spalle e lei sollevò lo sguardo su di lui che la fissava e le sorrideva.

- E allora cos'era quell'esclamazione? -

Simona si tolse la giacca e la porse ad Alberto ringraziandolo.

- Felicità per il giro turistico -

Si diresse verso l'ingresso dell'albergo quando si girò e gli chiese : 

- Ah Alberto, posso usufruire della palestra dell'albergo? Sai ho bisogno di scaricare un po' di tensione -

" Molta tensione" pensò Simona. Alberto annuì confuso.

- Ti metto sotto pressione Simona? -

"Diciamo che vorrei essere sotto e basta" fu il pensiero di lei. Simona scosse la testa.

- Nono, però ero abituata ad andare almeno tre volte a settimana in palestra e quindi insomma... - 

Alberto annuì ancora, dopodichè si infilò il casco e una volta salito sulla moto le fece un cenno di saluto con la mano.
Simona si accasciò contro le parete dell'ascensore "DEVO stare BUONA, non con il capo, porca miseria!".

lunedì 15 dicembre 2014

La natura dello scorpione parte 6°



Gabriele accarezzava dolcemente la schiena nuda di Sara, e di tanto in tanto le baciava la spalla più vicina a lui. Sara lo guardava intensamente negli occhi, sorridendo beatamente. Le luci soffuse delle candele rendevano tutto molto più intimo e confidenziale. Sara si alzò a sedere, afferrò il lembo del lenzuolo e se lo tirò su di sè tornando a sdraiarsi accanto a Gabriele.

- Gabri, lo sai che la prossima settimana torno a Mantova, vero? -

Lui annuì mettendole una ciocca di capelli dietro l'orecchio.

- Tu resterai a Roma ancora per un po' ? -

Proseguì lei. Gabriele sospirò:

- Almeno fino a giugno, perchè? Cosa vuoi dirmi? -

Sara s'incupì

- Io non ho più vacanze fino ad agosto -

Gabriele scosse la testa.

- C'è il ponte del 25 aprile, quello del 1° maggio e il 2 giugno! E poi ci sono i week end! -

Sara scoppiò a ridere per nascondere le lacrime.
- Lavoro in un centro commerciale, tutte quelle festività me le scordo! Così come i week end -

- Verrò io! -

Controbattè deciso. Sara si accoccolò sul suo petto.

- Ci vedremmo poco comunque -

Lui posò dolcemente la mano sulla testa di Sara.

- Vuoi dirmi che questa è stata solo una splendida parentesi romana? Che da lunedì ognuno tornerà alla sua vita come se niente fosse? -

La ragazza si strinse ancora di più a lui.

- Possiamo goderci questi giorni con serenità e poi pensare al futuro da lunedì? Magari riusciremo a resistere per tre mesi, una volta che tornerai a Modena ci saranno solo 45 minuti di macchina che ci terranno separati, no? -

Uno strano malessere avvolse lo stomaco di Gabriele, il quale stringendo gli occhi sussurrò un:

- Va bene, ci proveremo - .



Simona stava ridendo al racconto del signor Resi, il quale le stava raccontando di quando era piccolo e aveva nascosto una rana nell'armadio di sua sorella maggiore:

- Ahaha da lei, non me lo sarei mai aspettata! -

Lui la guardò storcendo il labbro.

- Io direi che dopo il terzo bicchiere di birra insieme possiamo darci anche del tu, Simona -

Lei sorrise.

- Oh come siamo audaci, Alberto -

Bevve un sorso dal suo boccale. La bocca stranamente arsa, e un arrossamento involontario ogni volta che lui la guardava. Il modo in cui aveva pronunciato il suo nome le aveva fatto fare un piccolo sobbalzo interno: "Merda Simona", si era detta, "Col tuo capo sarà un vero casino se ci provi".

Resi guardò l'orologio.

- Ma è l'una di notte! Tu domani lavori per me! Che ci fai ancora sveglia? -

Simona non riuscì a capire se il tono fosse scherzoso o meno, quindi si affrettò a chiedere il conto e poi decise di spiegare il perchè fosse ancora fuori.

- Gabriele aveva bisogno della suite stasera, e temo anche domani e dopodomani, almeno fino a domenica, la sua ragazza la prossima settimana tornerà a casa, e voleva passare un po' di tempo da solo con lei -.

Alberto spalancò la bocca visibilmente sorpreso.

- Io credevo che voi due avevaste una storia! -

Simona scoppiò a ridere.

- E se avessimo avuto una storia io me ne sarei uscita da sola per Roma? Ahaha! Andiamo Alberto! -

Lui chiuse la bocca lentamente, poi borbottò :

- E che ne so, magari avevate litigato -

Il cameriere interruppe la conversazione e portò il conto.

Alberto prese velocemente il conto e si avviò alla cassa senza lasciare il tempo a Simona di reagire, lei si infilò velocemente la giacca, prese la borsetta e corse alla cassa.

- Ehi! Facciamo a metà! -

Lui le lanciò un'occhiataccia.

- Stai scherzando? Non si è mai sentito che Resi Alberto facesse pagare una donna! -

- Ma non siamo usciti insieme, ci siamo trovati qui per caso! Io esigo che si faccia a metà! -

Protestò Simona.

Alberto uscì dal locale con Simona alle calcagna.

- No dico sul serio! Se non mi fai pagare la mia parte, domattina non mi presento! -

Alberto sorrise sfidandola:

- Provaci! Ti vengo a prendere con la forza! -

Simona si sentì avvampare e un'improvvisa felicità le percosse tutto il corpo. I suoi occhi nocciola la studiarono per bene attendendo una sua reazione, Simona schioccò la lingua e iniziò a camminargli attorno con finta aria di minaccia.

- E se non mi facessi trovare? -

- Ho molte spie nell'albergo -

La guardò sicuro di sè, poi la sua espressione cambiò diventando preoccupata.

- Un momento, ma se Gabriele ha bisogno della suite per tutta la notte, ora dove andrai? -

Simona guardò l'orologio.

- Beh oddio, spero che a quest'ora abbiano finito! Gabriele sapeva che sarei tornata alla suite per dormire! -

Alberto parve trarre un sospiro di sollievo.

- Allora ti accompagno! -

Simona sorrise col cuore che accelerò leggermente i battiti.

- Grazie, dove hai parcheggiato? -.

Alberto indicò un punto della strada in cui c'erano una Cinquecento vecchio modello bianca, e una moto Ducati Diavel Titanium. Simona impallidì.

domenica 14 dicembre 2014

Lettera d'amore a te

Insisto tanto perché voglio aspettarti la sera a casa con la cena già pronta, voglio abbracciarti la notte e darti il bacio del buon giorno al mattino.
Voglio prepararti il caffè per darti energia per la giornata.
Voglio guardare i film sul divano con te. 
Voglio vedere la tua faccia quando ti dirò che aspettiamo un bambino, voglio che accarezzi la pancia e inizi a parlare con tuo figlio, voglio che lo stringi a te quando nascerà. 
Voglio giocare tutti e tre sul letto a cuscinate. 
Voglio amarti fino alla fine dei miei giorni e voglio farlo il più presto possibile. 
Perciò scusami se insisto.