E poi continui, da un anno a questa parte, tutti i giorni, a sentire tua madre che invece contro Dio per la morte di tuo padre...e non ne puoi più di spiegarle che ora Papà non soffre più, che non è stato Dio a prenderselo e a dividerli, ma che forse è stato il male, il maligno a prenderlo e quindi separarli.
Perché buono, perché credente, perché devoto alla famiglia e al lavoro.
Io la penso così e questo pensiero mi da sollievo, non è Dio che ci ha puniti, Lui ha lottato e sta lottando con noi contro il maligno che ora prende la forma di tumore.
domenica 13 luglio 2014
Pensare ciò per sopravvivere
venerdì 23 agosto 2013
Maturità t'avessi preso prima! 2
Sabato.
Ore 20:00, la sagra ormai era nel pieno del fermento: le persone del quartiere andavano e venivano, mangiavano, si fermavano agli stand della pesca e della ruota della fortuna, qualcuno anche al banco delle torte e degli scout.
Sara era appena arrivata, un po' trafelata e stanca per l'intenso pomeriggio di studio. Le sue amiche l'aspettavano al banco delle torte. "Ciao Sara! Visto che sei arrivata vado a prendere da mangiare" disse Isa alzandosi, "Volete qualcosa?", "Mm si! Isa due pizze e uno gnocco fritto!" Isa sospirò, "Ah e ricordati l'acqua" aggiunse ancora Stefania "Si si va bene!".
Sara si sedette sorridendo "Ti vendichi?" domandò a Stefania, "Solo un pochino! Non fa mai un tubo, almeno si rende utile!", Cecilia alzò lo sguardo dal cellulare guardando prima Sara poi Stefania, quando una signora si avvicinò per chiedere il prezzo e il gusto di una torta.
Enrico e Marco stavano parlando tra loro, quando il loro capo scout "Ragazzi! Invece di parlare di fighe, datevi una mossa a portare quest roba ai tavoli!". Enrico sorrise beffardo "Eh va bene andiamo! Lonza movet dai!".
Enrico vide Sara con la coda dell'occhio, mentre chiacchierava con le sue amiche con lo sguardo che di tanto in tanto finiva sul cellulare, nell'attesa di chissà quale chiamata o messaggio.
Moriva dalla voglia di chiederle se era veramente lei la ragazza nella macchina, e se quello era il suo ragazzo, e perchè nessuno ne sapeva dell'esistenza!
Dopo aver fatto un paio di servizi ai tavoli, Enrico si concesse un ghiacciolo, in quel momento arrivò Sara chiedendo alla cassa del bar di scambiare alcune banconote con le monete per poter dare il resto ad una signora. Enrico le chiese se le andava un ghiacciolo "Offro io!" le disse, Sara lo guardò "Wow tu che offri qualcosa? E' un evento straordinario, non posso rifiutare!" lui sorrise e scosse la testa "Che gusto vuoi?". Sara si sporse verso il bancone "Amarena!".
Rimasero per un po' a chiacchierare dell'esame, della tesina, e di quello che avrebbero voluto fare dopo la maturità "Penso che farò Economia, mi interessa abbastanza, e poi mi sono scocciata di studiare lingue!" disse lei, "Pensavo anche io Economia, ma giusto perchè non si fa un cazzo ahaha!" Sara lo guardò con superiorità "Sei il solito Erry!". Enrico decise che era il momento di chiederle se era lei quella della macchina "Ehm senti, ma l'altro giorno, quando ci siamo visti, tu dopo hai detto che dovevi andare via per studiare no? Ecco, non è che per caso era una scusa per andare dal tuo ragazzo?" a Sara si scurò il volto "No, sono andata a casa a studiare. Ora è meglio che torni dalle altre. Ciao" fece per andarsene ma Enrico la fermò.
"Sara dai, ti ho visto! Eri in macchina con uno e vi stavate baciando!" lei lo prese e lo portò dietro, nel parcheggio, cercando di non farsi vedere e confondendosi in mezzo alle persone.
"Senti Erry, io e te non siamo mai stati grandi amici, siamo stati 5 anni in classe assieme alle elementari, e ci beccavamo nei corridoi alle medie. Poi finito il catechismo le nostre vite si sono separate, ci si ritrova in queste occasioni e ci si scambia chiacchiere amichevoli, a volte di circostanza. Ma tu ora, purtroppo sai una cosa che nessuno sa: nè le mie amiche, nè mio fratello, nè tantomeno i miei genitori! Quindi ora sarò costretta a chiederti un favore enorme e tu non sai quanto mi costa!" Enrico la interruppe "Eh dai Sara che esagerata! Mica mangio persone io!" Sara scosse la testa "Lascia perdere! Insomma, quello che ti sto chiedendo è di non dirlo a nessuno, di tenertelo per te chiaro?" "Sara ma seriamente tutto sto mistero? Ma non hai mica 15 anni! Nemmeno le tue amiche?" lei si passo una mano sulla fronte in modo nervoso "Erry, per piacere. Tienilo per te! Non dirlo a nessuno dei tuoi amici, nè alla tua ragazza. Finirei nei casini!". Adesso Enrico era preoccupato "Sara, ma perchè il tuo ragazzo è un tipo pericoloso? Ti mette le mani addosso? Se è così lascialo oh!" Sara scoppiò a ridere "Nono, lui non mi farebbe mai del male! E' una cosa un po' complicata. davvero Erry promettimi che terrai la bocca chiusa!". Enrico sospirò "Si va bene, tranquilla. Se hai bisogno di parlarne hai il mio numero, è sempre lo stesso!" Sara sorrise "Ti ringrazio, davvero! Ed ora torniamo di là, che altrimenti inizieranno a preoccuparsi!".
Enrico era un po' preoccupato, Sara non gliela raccontava giusta. Ma al momento non poteva fare niente per lei, se non mantenere il segreto.
Ore 20:00, la sagra ormai era nel pieno del fermento: le persone del quartiere andavano e venivano, mangiavano, si fermavano agli stand della pesca e della ruota della fortuna, qualcuno anche al banco delle torte e degli scout.
Sara era appena arrivata, un po' trafelata e stanca per l'intenso pomeriggio di studio. Le sue amiche l'aspettavano al banco delle torte. "Ciao Sara! Visto che sei arrivata vado a prendere da mangiare" disse Isa alzandosi, "Volete qualcosa?", "Mm si! Isa due pizze e uno gnocco fritto!" Isa sospirò, "Ah e ricordati l'acqua" aggiunse ancora Stefania "Si si va bene!".
Sara si sedette sorridendo "Ti vendichi?" domandò a Stefania, "Solo un pochino! Non fa mai un tubo, almeno si rende utile!", Cecilia alzò lo sguardo dal cellulare guardando prima Sara poi Stefania, quando una signora si avvicinò per chiedere il prezzo e il gusto di una torta.
Enrico e Marco stavano parlando tra loro, quando il loro capo scout "Ragazzi! Invece di parlare di fighe, datevi una mossa a portare quest roba ai tavoli!". Enrico sorrise beffardo "Eh va bene andiamo! Lonza movet dai!".
Enrico vide Sara con la coda dell'occhio, mentre chiacchierava con le sue amiche con lo sguardo che di tanto in tanto finiva sul cellulare, nell'attesa di chissà quale chiamata o messaggio.
Moriva dalla voglia di chiederle se era veramente lei la ragazza nella macchina, e se quello era il suo ragazzo, e perchè nessuno ne sapeva dell'esistenza!
Dopo aver fatto un paio di servizi ai tavoli, Enrico si concesse un ghiacciolo, in quel momento arrivò Sara chiedendo alla cassa del bar di scambiare alcune banconote con le monete per poter dare il resto ad una signora. Enrico le chiese se le andava un ghiacciolo "Offro io!" le disse, Sara lo guardò "Wow tu che offri qualcosa? E' un evento straordinario, non posso rifiutare!" lui sorrise e scosse la testa "Che gusto vuoi?". Sara si sporse verso il bancone "Amarena!".
Rimasero per un po' a chiacchierare dell'esame, della tesina, e di quello che avrebbero voluto fare dopo la maturità "Penso che farò Economia, mi interessa abbastanza, e poi mi sono scocciata di studiare lingue!" disse lei, "Pensavo anche io Economia, ma giusto perchè non si fa un cazzo ahaha!" Sara lo guardò con superiorità "Sei il solito Erry!". Enrico decise che era il momento di chiederle se era lei quella della macchina "Ehm senti, ma l'altro giorno, quando ci siamo visti, tu dopo hai detto che dovevi andare via per studiare no? Ecco, non è che per caso era una scusa per andare dal tuo ragazzo?" a Sara si scurò il volto "No, sono andata a casa a studiare. Ora è meglio che torni dalle altre. Ciao" fece per andarsene ma Enrico la fermò.
"Sara dai, ti ho visto! Eri in macchina con uno e vi stavate baciando!" lei lo prese e lo portò dietro, nel parcheggio, cercando di non farsi vedere e confondendosi in mezzo alle persone.
"Senti Erry, io e te non siamo mai stati grandi amici, siamo stati 5 anni in classe assieme alle elementari, e ci beccavamo nei corridoi alle medie. Poi finito il catechismo le nostre vite si sono separate, ci si ritrova in queste occasioni e ci si scambia chiacchiere amichevoli, a volte di circostanza. Ma tu ora, purtroppo sai una cosa che nessuno sa: nè le mie amiche, nè mio fratello, nè tantomeno i miei genitori! Quindi ora sarò costretta a chiederti un favore enorme e tu non sai quanto mi costa!" Enrico la interruppe "Eh dai Sara che esagerata! Mica mangio persone io!" Sara scosse la testa "Lascia perdere! Insomma, quello che ti sto chiedendo è di non dirlo a nessuno, di tenertelo per te chiaro?" "Sara ma seriamente tutto sto mistero? Ma non hai mica 15 anni! Nemmeno le tue amiche?" lei si passo una mano sulla fronte in modo nervoso "Erry, per piacere. Tienilo per te! Non dirlo a nessuno dei tuoi amici, nè alla tua ragazza. Finirei nei casini!". Adesso Enrico era preoccupato "Sara, ma perchè il tuo ragazzo è un tipo pericoloso? Ti mette le mani addosso? Se è così lascialo oh!" Sara scoppiò a ridere "Nono, lui non mi farebbe mai del male! E' una cosa un po' complicata. davvero Erry promettimi che terrai la bocca chiusa!". Enrico sospirò "Si va bene, tranquilla. Se hai bisogno di parlarne hai il mio numero, è sempre lo stesso!" Sara sorrise "Ti ringrazio, davvero! Ed ora torniamo di là, che altrimenti inizieranno a preoccuparsi!".
Enrico era un po' preoccupato, Sara non gliela raccontava giusta. Ma al momento non poteva fare niente per lei, se non mantenere il segreto.
Da Vinci's Demons
L'avete mai sentito nominare? Lo avete mai guardato in tv su fox di Sky?
Io si, tutta la serie e ne sono rimasta ammaliata! Forse sono pazza, ma addirittura mi manca!
Parla del genio visionario e giovane di Da Vinci alla corte dei Medici!
E' un genio folle, un osservatore smisurato! L'ho sempre ammirato il caro Leonardo, per le sue opere, per le sue scoperte! Ed in questo telefilm, bo non so che dire...mi ha rapita!
La sua intelligenza, i modi curiosi dell'attore, lo sguardo, le congetture.
Mi piacciono!
I grandi osservatori hanno le chiavi del mondo in mano, anche io amo osservare il mondo e le persone, per me l'osservazione è anche sinonimo di intelligenza: se osservi ti metti in diverse ottiche, quindi apri la tua mente a diverse possibilità, e di conseguenza sei in grado di fare diversi ragionamenti e di uscire dai soliti schemi, e in Da Vinci's Demons viene elogiata questa cosa!
Attendo con ansia la seconda stagione!
Io si, tutta la serie e ne sono rimasta ammaliata! Forse sono pazza, ma addirittura mi manca!
Parla del genio visionario e giovane di Da Vinci alla corte dei Medici!
E' un genio folle, un osservatore smisurato! L'ho sempre ammirato il caro Leonardo, per le sue opere, per le sue scoperte! Ed in questo telefilm, bo non so che dire...mi ha rapita!
La sua intelligenza, i modi curiosi dell'attore, lo sguardo, le congetture.
Mi piacciono!
I grandi osservatori hanno le chiavi del mondo in mano, anche io amo osservare il mondo e le persone, per me l'osservazione è anche sinonimo di intelligenza: se osservi ti metti in diverse ottiche, quindi apri la tua mente a diverse possibilità, e di conseguenza sei in grado di fare diversi ragionamenti e di uscire dai soliti schemi, e in Da Vinci's Demons viene elogiata questa cosa!
Attendo con ansia la seconda stagione!
Grazie e ciao
Mio padre è morto, il 21 luglio alle 9:15 del mattino ho visto il suo ultimo respiro, e rimangono impresse nella mia mente le sue ultime parole, parole buffe, banali, ma pur sempre le sue ultime parole.
Mi manca, ogni tanto lo sogno.
Ma quello che mi fa andare avanti è che ora non soffre più, che sta sicuramente meglio e gli perdono tutto, tutto col cuore, non mi interessa della montagna di debiti che ci ha lasciato, sapremo come mettere a posto ogni cosa.
Per me ciò che conta è che riposi in pace, che non soffra più.
Ora non mi sento di parlare di quel giorno, bastano queste parole...oggi voglio scrivere d'altro di qualcosa di più superficiale e frivolo.
Grazie e ciao!
Mi manca, ogni tanto lo sogno.
Ma quello che mi fa andare avanti è che ora non soffre più, che sta sicuramente meglio e gli perdono tutto, tutto col cuore, non mi interessa della montagna di debiti che ci ha lasciato, sapremo come mettere a posto ogni cosa.
Per me ciò che conta è che riposi in pace, che non soffra più.
Ora non mi sento di parlare di quel giorno, bastano queste parole...oggi voglio scrivere d'altro di qualcosa di più superficiale e frivolo.
Grazie e ciao!
domenica 7 luglio 2013
sei tu
Alcuni ragazzi mi hanno tolto il sorriso,
ma solo un uomo me l'ha fatto tornare...
e sei tu
quell'uomo.
Grazie
Maturità t'avessi preso prima! 1
Il caldo era dannatamente soffocante. Le cicale frinivano tra le fronde degli alberi.
Enrico dormiva all'ombra di un salice, nel parco del suo quartiere.
Come facesse a dormire con il chiasso dei bambini che giocavano, con le urla delle ragazzine che veniva bagnate con secchiate d'acqua dagli amici, e con le chiacchiere in dialetto degli anziani.. era un mistero!
La palla gli andò a finire vicino ai piedi. Un bambino gli si avvicinò quatto quatto per riprenderla, avendo un po' paura di essere sgridato. Enrico aprì piano un occhio, vide il bambino, e questi si accorse di averlo svegliato "Scu-scusa" balbettò il bambino. Enrico gli fece un gesto con la mano, come per dire "non preoccuparti" e tornò a sonnecchiare.
Il bambino tornò dai suoi amici "Allora che t'ha detto? Si è arrabbiato?", il bimbo fece no con la tesa, e ripresero a giocare allegri.
Enrico ormai era sveglio, quindi si mise a sedere, sotto quella bella ombra, con quei 37° gradi di caldo e umidità! Poco più in là senti delle voci famigliari "Oh allora sei stata ammessa?" questa era Stefania, l'aveva riconosciuta subito, con la grinta nella voce. "Sì, anche se mi aspettavo un punteggio un po' più alto!" la voce un po' sconsolata di Sara. "Quanto ti hanno dato?" Cecilia era calma e rassicurante "Eh 7,2! Vabbè".
Enrico si alzò, si pulì il retro dei pantaloni e raggiunse le ragazze a passo calmo e deciso. Capelli biondo scuro, un po' lunghi e spettinati, occhi nocciola e sempre sorridenti, quasi ti prendano in giro. Si avvicinò con le mani nelle tasche "Ciao ragazze!" salutò gioviale. "Ciao Erry" rispose Stefania, "Ciao" l'indifferente Cecilia, "Ciao Enrico". Sara, sempre a far notare il distacco tra lei e lui.
Perchè?
Perchè lui era un ragazzaccio, un teppistello, uno di quei ragazzi che sanno di essere fighi e popolari e quindi pensano di fare il bello e il cattivo tempo, e tutto sembra andargli sempre bene!
Perchè lei, aiuto-catechista della parrocchia, figlia del diacono, brava ragazza, rispettosa degli adulti e sempre ligia al dovere.
"Allora sei stata ammessa? Preoccupata?" domandò Enrico non curandosi del tono freddo di lei, "Un po', sto studiando come una matta!" ecco che si era sciolta.
Bastava così poco per metterla a suo agio. "Sei molto dimagrita!" "Eh vorrei vedere te, con l'ansia dei tuoi genitori e di tuo fratello che devi passare l'esame con minimo 80 su 100!" e altrettanto poco perchè tornasse sulla difensiva "Te? Sei passato? Come sei messo?".
Enrico sorrise "Si, sono messo bene...vedrai che ce la faremo entrambi", Sara sospirò "Vorrei avere la tua stessa sicurezza!" voltandosi poi verso le sue amiche disse che era ora di tornare a casa sui libri, e quindi salutava tutti.
Enrico la vide allontanarsi mentre messaggiava con qualcuno al cellulare.
Stefania e Cecilia si guardarono lanciandosi un'occhiata complice. "Allora Erry, la tua ragazza è stata ammessa?", lui scrollò la testa come appena svegliato da un sogno "Cosa? Ah si, è stata ammessa anche lei. Se saremo promossi entrambi andremo a farci un viaggio toccando alcune capitali Europee: Parigi, Londra, Berlino, Madrid e così via...a voi sarà l'anno prossimo?" "Non ce ne parlare, io ho già l'ansia" ammise Stefania. "Ma tu, non vai a studiare?" domandò Cecilia cercando un pretesto per salutare e andarsene. "Dovrei, ma non ne ho voglia...ma sarà meglio che vada! Dai ragazze ci si becca in sagra".
Enrico si avviò a piedi, poco fuori dal parco, in un parcheggio vide una coppia baciarsi in una panda azzurra. Il ragazzo era di colore e coi rasta, lei aveva i capelli corti a caschetto...che strano, gli sembrava conoscerla la ragazza. Più si avvicinava alla macchina per attraversare la strada più i lineamenti della ragazza si facevano nitidi. Era Sara!
Ma perchè aveva trovato una scusa per allontanarsi? Perchè non aveva detto che si sarebbe vista col suo ragazzo? Le sue amiche lo sapevano? O voleva che Enrico non lo sapesse? Eppure si conoscevano da anni, avevano fatto anche le medie insieme!
Enrico dormiva all'ombra di un salice, nel parco del suo quartiere.
Come facesse a dormire con il chiasso dei bambini che giocavano, con le urla delle ragazzine che veniva bagnate con secchiate d'acqua dagli amici, e con le chiacchiere in dialetto degli anziani.. era un mistero!
La palla gli andò a finire vicino ai piedi. Un bambino gli si avvicinò quatto quatto per riprenderla, avendo un po' paura di essere sgridato. Enrico aprì piano un occhio, vide il bambino, e questi si accorse di averlo svegliato "Scu-scusa" balbettò il bambino. Enrico gli fece un gesto con la mano, come per dire "non preoccuparti" e tornò a sonnecchiare.
Il bambino tornò dai suoi amici "Allora che t'ha detto? Si è arrabbiato?", il bimbo fece no con la tesa, e ripresero a giocare allegri.
Enrico ormai era sveglio, quindi si mise a sedere, sotto quella bella ombra, con quei 37° gradi di caldo e umidità! Poco più in là senti delle voci famigliari "Oh allora sei stata ammessa?" questa era Stefania, l'aveva riconosciuta subito, con la grinta nella voce. "Sì, anche se mi aspettavo un punteggio un po' più alto!" la voce un po' sconsolata di Sara. "Quanto ti hanno dato?" Cecilia era calma e rassicurante "Eh 7,2! Vabbè".
Enrico si alzò, si pulì il retro dei pantaloni e raggiunse le ragazze a passo calmo e deciso. Capelli biondo scuro, un po' lunghi e spettinati, occhi nocciola e sempre sorridenti, quasi ti prendano in giro. Si avvicinò con le mani nelle tasche "Ciao ragazze!" salutò gioviale. "Ciao Erry" rispose Stefania, "Ciao" l'indifferente Cecilia, "Ciao Enrico". Sara, sempre a far notare il distacco tra lei e lui.
Perchè?
Perchè lui era un ragazzaccio, un teppistello, uno di quei ragazzi che sanno di essere fighi e popolari e quindi pensano di fare il bello e il cattivo tempo, e tutto sembra andargli sempre bene!
Perchè lei, aiuto-catechista della parrocchia, figlia del diacono, brava ragazza, rispettosa degli adulti e sempre ligia al dovere.
"Allora sei stata ammessa? Preoccupata?" domandò Enrico non curandosi del tono freddo di lei, "Un po', sto studiando come una matta!" ecco che si era sciolta.
Bastava così poco per metterla a suo agio. "Sei molto dimagrita!" "Eh vorrei vedere te, con l'ansia dei tuoi genitori e di tuo fratello che devi passare l'esame con minimo 80 su 100!" e altrettanto poco perchè tornasse sulla difensiva "Te? Sei passato? Come sei messo?".
Enrico sorrise "Si, sono messo bene...vedrai che ce la faremo entrambi", Sara sospirò "Vorrei avere la tua stessa sicurezza!" voltandosi poi verso le sue amiche disse che era ora di tornare a casa sui libri, e quindi salutava tutti.
Enrico la vide allontanarsi mentre messaggiava con qualcuno al cellulare.
Stefania e Cecilia si guardarono lanciandosi un'occhiata complice. "Allora Erry, la tua ragazza è stata ammessa?", lui scrollò la testa come appena svegliato da un sogno "Cosa? Ah si, è stata ammessa anche lei. Se saremo promossi entrambi andremo a farci un viaggio toccando alcune capitali Europee: Parigi, Londra, Berlino, Madrid e così via...a voi sarà l'anno prossimo?" "Non ce ne parlare, io ho già l'ansia" ammise Stefania. "Ma tu, non vai a studiare?" domandò Cecilia cercando un pretesto per salutare e andarsene. "Dovrei, ma non ne ho voglia...ma sarà meglio che vada! Dai ragazze ci si becca in sagra".
Enrico si avviò a piedi, poco fuori dal parco, in un parcheggio vide una coppia baciarsi in una panda azzurra. Il ragazzo era di colore e coi rasta, lei aveva i capelli corti a caschetto...che strano, gli sembrava conoscerla la ragazza. Più si avvicinava alla macchina per attraversare la strada più i lineamenti della ragazza si facevano nitidi. Era Sara!
Ma perchè aveva trovato una scusa per allontanarsi? Perchè non aveva detto che si sarebbe vista col suo ragazzo? Le sue amiche lo sapevano? O voleva che Enrico non lo sapesse? Eppure si conoscevano da anni, avevano fatto anche le medie insieme!
sabato 29 giugno 2013
La fiabe (horror) per bambini
Ma voi avete mai ascoltato attentamente la storia di Pollicino?
No perchè è raccapricciante!
Inizia con sti genitori che non hanno i soldi per dar da mangiare ai loro piccoli (ne hanno fatti 7...dico, il coito interrotto non sapevano cos'era?), e quindi decidono di lasciarli nel bosco.
Pollicino (che credevano fosse autistico perchè si faceva i cazzi suoi e non parlava con nessuno), sente la conversazione tra i suoi genitori, quatto quatto va a cercare i sassi da spargere poi l'indomani mattina!
Il giorno dopo, i due sciagurati genitori, con la scusa di portare a far legna nel bosco, abbandonano lì i loro figlioletti!
A calar della sera i bimbi impauriti iniziano a piangere, ma Pollicino, che aveva in tasca i sassolini e li aveva lasciati dietro di sè durante il cammino, fa coraggio ai fratelli e dice loro di fidarsi di lui e che ritroveranno la strada di casa.
Infatti i sassolini sono illuminati dalla luce della luna (e sti cazzi! Fortuna che c'era la luna piena, se era luna nuova come minchia avrebbero fatto a tornare indietro?).
Così tutti i bimbi guidati da Pollicino raggiungono la casa natia, e guarda caso, proprio quel giorno lì il padre aveva ricevuto un salario che gli spettava da due mesi!
Purtroppo però i soldi finiscono e la miseria torna (Ma trovarsi un altro lavoro, oltre spaccare la legna no?), così i genitori decidono di abbandonare nuovamente i figli nel bosco.
Pollicino sente di nuovo la conversazione tra i suoi vecchi, e tenta di andare fuori a prendere altri sassolini, ma i genitori (figli di indrocchia) hanno chiuso tutte le porte col catenaccio, e quindi il bambino non può uscire a prendere i sassolini. Ma siccome Pollicino non si da per vinto, va nella credenza e prende una pagnottina di pane, così il giorno dopo avrebbe seminato le briciole!
Così fa: mentre si addentrano nel bosco Pollicino semina le briciole, non accorgendosi che gli uccellini, passando dietro di loro, se le mangiano tutte!
Quando è notte fonda, i bambini iniziano ad avere paura, e purtroppo a casa non si riesce a tornare, ma provano comunque a cercare la strada di casa continuando a camminare. finchè spaventati dagli ululati dei lupi si ritrovano davanti ad una casa.
Bussano alla porta, e ad aprirgli è la moglie dell'orco che mangia i bambini! Che culo eh!
La donna impietosita dai bambini tremanti e spaventati li fa entrare, ma dice loro di nascondersi altrimenti il marito li troverà e li divorerà.
Appena arriva l'orco divora la sua cena, poi non contento inizia a sniffare nell'aria e si accorge dell'odore di carne fresca di bambini!
Scova i piccoletti e li vuole divorare subito, ma la moglie prontamente lo ferma dicendogli che ha preparato anche il vitellone per lui e che dopo andrebbe sprecato. Così convince l'orco a mangiare i bambini l'indomani a cena, chiamando anche i suoi amici orchi per festeggiare (sono anche socievoli questi orchi)!
L'orco ha come figlie 7 orchette (guarda te che coincidenza!), che adora alla follia, e ha regalato loro 7 coroncine.
Una volta andati a letto, Pollicino sgattaiola nella stanza delle orchette e prende loro le coroncine, mettendole poi sulla testa dei suoi fratelli.
L'orco in piena notte si alza deciso a sgozzare i 7 bambini, ma entrando nella loro stanza sente le coroncine sulle teste, e quindi credendo fossero le sue figlie va nell'altra stanza, e zac zac, sgozza le 7 gole!
All'alba Pollicino sveglia i suoi fratelli e dice loro di correre più veloce che possono.
Intanto la moglie dell'orco si sveglia e va a controllare le due camere, in una trova i letti vuoti, ma nell'altra...orrore! Le sue figlie sono state trucidate! Urla angosciata e l'orco accorre subito!
Non appena vede ciò che ha fatto, si infila gli stivali magici che gli permettono di percorrere 7 leghe in pochi passi, e corre all'inseguimento dei bambini!
I 7 piccoletti sono quasi giunti a casa quando sentono arrivare l'orco, ma per loro fortuna gli stivali lo stancano molto, e quindi si appisola per riposarsi.
Pollicino ancora una volta, colto dall'iniziativa gli sfila gli stivali e corre a casa della moglie dell'orco, dicendogli che il marito è stato attaccato dai briganti che richiedono i soldi in riscatto! La moglie già addolorata per le figlie gli da il denaro!
Pollicino quindi fa ritorno a casa sua con i fratelli pieno di monete, e quindi ricco, mentre l'orco cambia Paese per la rabbia e la vergogna.
Un'altra versione dice che Pollicino in realtà si mise al servizio del Re per portare messaggi da un paese all'altro del regno.
Io ora mi domando: chi è il vero Orco?
Voglio dire, se i genitori di Pollicino avessero lavorato, o avessero fatto il loro dovere di genitori a quest'ora le 7 orchette non sarebbero state uccise dal loro stesso padre!
E Pollicino visto che era così furbo, una volta cenato a casa dell'orco, non poteva andarsene con i suoi fratelli, invece che restare lì?
A me alla fine della storia, mi fa più pena la moglie dell'Orco che è stata punita invece che ricompensata per la sua generosità. Pollicino non è affatto un eroe positivo! Anzi insegna ad approfittarsi delle persone usando la furbizia e l'astuzia.
No perchè è raccapricciante!
Inizia con sti genitori che non hanno i soldi per dar da mangiare ai loro piccoli (ne hanno fatti 7...dico, il coito interrotto non sapevano cos'era?), e quindi decidono di lasciarli nel bosco.
Pollicino (che credevano fosse autistico perchè si faceva i cazzi suoi e non parlava con nessuno), sente la conversazione tra i suoi genitori, quatto quatto va a cercare i sassi da spargere poi l'indomani mattina!
Il giorno dopo, i due sciagurati genitori, con la scusa di portare a far legna nel bosco, abbandonano lì i loro figlioletti!
A calar della sera i bimbi impauriti iniziano a piangere, ma Pollicino, che aveva in tasca i sassolini e li aveva lasciati dietro di sè durante il cammino, fa coraggio ai fratelli e dice loro di fidarsi di lui e che ritroveranno la strada di casa.
Infatti i sassolini sono illuminati dalla luce della luna (e sti cazzi! Fortuna che c'era la luna piena, se era luna nuova come minchia avrebbero fatto a tornare indietro?).
Così tutti i bimbi guidati da Pollicino raggiungono la casa natia, e guarda caso, proprio quel giorno lì il padre aveva ricevuto un salario che gli spettava da due mesi!
Purtroppo però i soldi finiscono e la miseria torna (Ma trovarsi un altro lavoro, oltre spaccare la legna no?), così i genitori decidono di abbandonare nuovamente i figli nel bosco.
Pollicino sente di nuovo la conversazione tra i suoi vecchi, e tenta di andare fuori a prendere altri sassolini, ma i genitori (figli di indrocchia) hanno chiuso tutte le porte col catenaccio, e quindi il bambino non può uscire a prendere i sassolini. Ma siccome Pollicino non si da per vinto, va nella credenza e prende una pagnottina di pane, così il giorno dopo avrebbe seminato le briciole!
Così fa: mentre si addentrano nel bosco Pollicino semina le briciole, non accorgendosi che gli uccellini, passando dietro di loro, se le mangiano tutte!
Quando è notte fonda, i bambini iniziano ad avere paura, e purtroppo a casa non si riesce a tornare, ma provano comunque a cercare la strada di casa continuando a camminare. finchè spaventati dagli ululati dei lupi si ritrovano davanti ad una casa.
Bussano alla porta, e ad aprirgli è la moglie dell'orco che mangia i bambini! Che culo eh!
La donna impietosita dai bambini tremanti e spaventati li fa entrare, ma dice loro di nascondersi altrimenti il marito li troverà e li divorerà.
Appena arriva l'orco divora la sua cena, poi non contento inizia a sniffare nell'aria e si accorge dell'odore di carne fresca di bambini!
Scova i piccoletti e li vuole divorare subito, ma la moglie prontamente lo ferma dicendogli che ha preparato anche il vitellone per lui e che dopo andrebbe sprecato. Così convince l'orco a mangiare i bambini l'indomani a cena, chiamando anche i suoi amici orchi per festeggiare (sono anche socievoli questi orchi)!
L'orco ha come figlie 7 orchette (guarda te che coincidenza!), che adora alla follia, e ha regalato loro 7 coroncine.
Una volta andati a letto, Pollicino sgattaiola nella stanza delle orchette e prende loro le coroncine, mettendole poi sulla testa dei suoi fratelli.
L'orco in piena notte si alza deciso a sgozzare i 7 bambini, ma entrando nella loro stanza sente le coroncine sulle teste, e quindi credendo fossero le sue figlie va nell'altra stanza, e zac zac, sgozza le 7 gole!
All'alba Pollicino sveglia i suoi fratelli e dice loro di correre più veloce che possono.
Intanto la moglie dell'orco si sveglia e va a controllare le due camere, in una trova i letti vuoti, ma nell'altra...orrore! Le sue figlie sono state trucidate! Urla angosciata e l'orco accorre subito!
Non appena vede ciò che ha fatto, si infila gli stivali magici che gli permettono di percorrere 7 leghe in pochi passi, e corre all'inseguimento dei bambini!
I 7 piccoletti sono quasi giunti a casa quando sentono arrivare l'orco, ma per loro fortuna gli stivali lo stancano molto, e quindi si appisola per riposarsi.
Pollicino ancora una volta, colto dall'iniziativa gli sfila gli stivali e corre a casa della moglie dell'orco, dicendogli che il marito è stato attaccato dai briganti che richiedono i soldi in riscatto! La moglie già addolorata per le figlie gli da il denaro!
Pollicino quindi fa ritorno a casa sua con i fratelli pieno di monete, e quindi ricco, mentre l'orco cambia Paese per la rabbia e la vergogna.
Un'altra versione dice che Pollicino in realtà si mise al servizio del Re per portare messaggi da un paese all'altro del regno.
Io ora mi domando: chi è il vero Orco?
Voglio dire, se i genitori di Pollicino avessero lavorato, o avessero fatto il loro dovere di genitori a quest'ora le 7 orchette non sarebbero state uccise dal loro stesso padre!
E Pollicino visto che era così furbo, una volta cenato a casa dell'orco, non poteva andarsene con i suoi fratelli, invece che restare lì?
A me alla fine della storia, mi fa più pena la moglie dell'Orco che è stata punita invece che ricompensata per la sua generosità. Pollicino non è affatto un eroe positivo! Anzi insegna ad approfittarsi delle persone usando la furbizia e l'astuzia.
È una storia al quanto orribile... Non so se la leggerò ai miei figli visto che vorrei insegnargli ben altri valori!
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