Erano arrivati in spiaggia, Simona fece un po' di stretching e Alberto la imitò. "Ti propongo una cosa" disse lui, "Sentiamo". "Adesso facciamo un paio di chilometri per riscaldarci, poi facciamo una gara, ti va?" "Se vinco io mi dirai tutta la verità senza omettere niente!" fu la proposta di Simona. Alberto sorrise "Se vinco io restiamo una notte fuori!" "Oh accidenti, non so proprio in chi sperare!" rispose maliziosa Simona.
Iniziarono a correre, una corsa lenta e costante, inspirando ed espirando. La spiaggia era semideserta, il sole era tiepido ed era immensamente piacevole correre sulla sabbia soffice con la brezza marina che entrava nei polmoni.
"Ok, direi che ora possa iniziare la gara!" decise Alberto, Simona annuì decisa. Si sistemarono dietro una linea tracciata da loro con un bastone. Alberto la guardò sempre più divertito "Pronta? Vince ci arriva prima ai pedalò!" "Si! Uno, due, tre...via!".
Partirono sfrecciando entrambi, Alberto tentò di barare spingendola di lato con una mano, Simona recuperò e tentò di fargli uno sgambetto. Lui le diede una pacca sul sedere, e lei gli strizzò un capezzolo.
Erano ormai giunti al traguardo, molto vicini entrambi, Simona fece uno slancio e atterrò oltre la linea, cadendo sulla sabbia bagnata e ridendo di gioia "Ho vinto! Ho vinto!" gridò. Alberto si lasciò cadere accanto a lei, poi rotolò su un fianco e poggiò la testa sulla mano.
Gli occhi nocciola di Alberto trapassarono quelli verdi di lei, poi lui iniziò a chinarsi lentamente fissando le labbra di Simona. Lei si mordicchiò le labbra desiderando con tutta se stessa quel bacio, il suo battito accelerava e il respiro si accorciava sempre più. Quando le loro bocche furono vicinissime Simona si voltò dall'altra parte "Mi devi dire prima la verità!". Alberto si gettò nella sabbia, quasi fosse distrutto e stanco.
Resi fissò le nuvole, poi cercò la mano di Simona e se la portò alla bocca baciandogliela "Quella era una mia ex." lei si voltò verso di lui "E perchè sarebbe stato un problema se avessimo continuato quello che stavi iniziando?" "Lei è sposata, le ho chiesto di lasciare il marito per me. Non l'ha fatto e l'ho mandata a quel paese!".
Simona si alzò a sedere coprendo Alberto con la sua ombra "Eri il suo amante?" "Si, e ieri quando ci ha visti ha pensato che lo stessi facendo per farla ingelosire" "Ed è così?" Alberto si tirò su poggiandosi sugli avambracci "Fino a ieri si, poi durante la cena, e poi il tuo sguardo quando eravamo fuori. Il tuo viso terrorizzato quando stavo per baciarti...beh ho cambiato idea." "Tu speri che io ti creda? E lei? Che fine le hai fatto fare?" lui sospirò "Le ho detto che quello che ho appena detto a te, e cioè che inizialmente era così, ma che poi mi sono accorto che mi piaci per davvero e adesso ho una voglia incredibile di assaggiare le tua labbra, sono decisamente invitanti!".
Simona arrossì e decise di vendicarsi: si tirò indietro i capelli lasciando scoperto il collo, chinò la testa di lato e si abbassò lentamente su Alberto, il quale era completamente rapito da lei.
Simona si avvicinò al suo orecchio, glielo mordicchiò dolcemente facendogli sfuggire un gemito di piacere, poi gli sussurrò "Dovrai sudartelo...bello!", poi si alzò di scatto e cominciò a correre più veloce che poteva.
Ad Alberto ci volle qualche secondo per capire cosa stava succedendo, poi si alzò di scatto anche lui e la rincorse.
Ci mise davvero poco a raggiungerla, l'afferrò per la mano, la strattonò verso di se e la strinse tra le sue braccia. Simona aveva il fiato mozzo per la corsa. Resi le afferrò il volto, costringendola a guardarlo negli occhi. Lui iniziò a darle tanti piccoli baci sulla guancia, fino all'orecchio e poi dall'orecchio al collo. "Mmmh!" alcuni gemiti sfuggirono al controllo di Simona.
Prima che potesse baciarla, Simona lo allontanò delicatamente. Alberto la guardava con aria interrogativa "Che succede?", lei sospirò "Alberto, io non sto cercando una storia..." "E' la stessa cosa che mi ha detto Gabriele! Forse a questo punto sei tu a dovermi dire la verità!".
"Si, forse hai ragione! Anche perchè ti ho assecondato molto in questi in giorni. Passeggiamo...".
Simona iniziò a dirgli che lei col passare del tempo e degli anni si era accorta di non essere in grado di stare con una persona per non più di qualche anno, della sua incapacità a restare, della sua fame di attenzione e della sua incurabile voglia di provocare gli uomini.
Alberto l'ascoltò con attenzione, senza dire una parola, sembrava meditare su ogni singola lettera, quando Simona finì di parlare si sedette sul bagno-asciuga e invitò lei a sedersi accanto a lui.
Dopo diversi minuti di nulla Alberto parlò "Io non ho mai avuto una relazione seria, la prima è stata Marta, la mia ex. Sono stato per tre anni il suo amante, amante di una donna di 45 anni e adesso ne ho 32. Cosa devo dirti, sto passando da una relazione alquanto pesante e frustrante ad una nuova, che mi sembra leggera e senza pretese. Un po' ti capisco, in questi tre giorni l'idea di vederti, di toccarti o baciarti mi ha elettrizzato! Tu poi sei buffa, fai delle espressioni bellissime per cui è tremendamente divertente stuzzicarti. Stai al gioco, non ti tiri mai indietro, sei curiosa, dispettosa, sensuale, creativa! Potrei andare avanti all'infinito e devo dire che mi piaci! Cosa vuoi fare davanti a questa confessione? Io ti avverto, non so se per questi tre mesi riuscirò a starti lontano!".
Simona sospirò "E' proprio questo il problema: ti innamorerai di me, ed io non ho niente da offrire. Ti spezzerò il cuore, e finirai con l'odiarmi!" "E se fossi tu ad innamorarti di me?" lei scoppiò a ridere "E' molto probabile, ma il problema arriverà quando tu sai ancora innamorato, ed io non più!". Resi raccolse un po' di sabbia e la sbriciolò tra le mani "Secondo me corriamo troppo! stiamo pensando al futuro quando non sappiamo neanche se ci piacciamo davvero nel presente!" senza che Simona potesse ribattere, la bloccò a terra tenendole ferme le spalle con le mani e poi le sue labbra iniziarono a sfiorare quelle di lei. I respiri corti e profondi, due bocche che si incontravano con desiderio e fame. La punta della lingua di Alberto accarezzò le labbra di Simona, lei smise completamente di opporre resistenza e accavallò la gamba destra su quella di Alberto. Lui le liberò una spalla e affondò la mano nei suoi capelli. Le loro lingue si cercavano e si accarezzavano dolcemente e lentamente, prolungando il più possibile quel momento.
Ad Alberto ci volle qualche secondo per capire cosa stava succedendo, poi si alzò di scatto anche lui e la rincorse.
Ci mise davvero poco a raggiungerla, l'afferrò per la mano, la strattonò verso di se e la strinse tra le sue braccia. Simona aveva il fiato mozzo per la corsa. Resi le afferrò il volto, costringendola a guardarlo negli occhi. Lui iniziò a darle tanti piccoli baci sulla guancia, fino all'orecchio e poi dall'orecchio al collo. "Mmmh!" alcuni gemiti sfuggirono al controllo di Simona.
Prima che potesse baciarla, Simona lo allontanò delicatamente. Alberto la guardava con aria interrogativa "Che succede?", lei sospirò "Alberto, io non sto cercando una storia..." "E' la stessa cosa che mi ha detto Gabriele! Forse a questo punto sei tu a dovermi dire la verità!".
"Si, forse hai ragione! Anche perchè ti ho assecondato molto in questi in giorni. Passeggiamo...".
Simona iniziò a dirgli che lei col passare del tempo e degli anni si era accorta di non essere in grado di stare con una persona per non più di qualche anno, della sua incapacità a restare, della sua fame di attenzione e della sua incurabile voglia di provocare gli uomini.
Alberto l'ascoltò con attenzione, senza dire una parola, sembrava meditare su ogni singola lettera, quando Simona finì di parlare si sedette sul bagno-asciuga e invitò lei a sedersi accanto a lui.
Dopo diversi minuti di nulla Alberto parlò "Io non ho mai avuto una relazione seria, la prima è stata Marta, la mia ex. Sono stato per tre anni il suo amante, amante di una donna di 45 anni e adesso ne ho 32. Cosa devo dirti, sto passando da una relazione alquanto pesante e frustrante ad una nuova, che mi sembra leggera e senza pretese. Un po' ti capisco, in questi tre giorni l'idea di vederti, di toccarti o baciarti mi ha elettrizzato! Tu poi sei buffa, fai delle espressioni bellissime per cui è tremendamente divertente stuzzicarti. Stai al gioco, non ti tiri mai indietro, sei curiosa, dispettosa, sensuale, creativa! Potrei andare avanti all'infinito e devo dire che mi piaci! Cosa vuoi fare davanti a questa confessione? Io ti avverto, non so se per questi tre mesi riuscirò a starti lontano!".
Simona sospirò "E' proprio questo il problema: ti innamorerai di me, ed io non ho niente da offrire. Ti spezzerò il cuore, e finirai con l'odiarmi!" "E se fossi tu ad innamorarti di me?" lei scoppiò a ridere "E' molto probabile, ma il problema arriverà quando tu sai ancora innamorato, ed io non più!". Resi raccolse un po' di sabbia e la sbriciolò tra le mani "Secondo me corriamo troppo! stiamo pensando al futuro quando non sappiamo neanche se ci piacciamo davvero nel presente!" senza che Simona potesse ribattere, la bloccò a terra tenendole ferme le spalle con le mani e poi le sue labbra iniziarono a sfiorare quelle di lei. I respiri corti e profondi, due bocche che si incontravano con desiderio e fame. La punta della lingua di Alberto accarezzò le labbra di Simona, lei smise completamente di opporre resistenza e accavallò la gamba destra su quella di Alberto. Lui le liberò una spalla e affondò la mano nei suoi capelli. Le loro lingue si cercavano e si accarezzavano dolcemente e lentamente, prolungando il più possibile quel momento.