Simona guardò Alberto e poi nuovamente il punto da lui indicato, non sapeva cosa sperare: la Cinquecento datata o la Ducati.
Alberto sorrise sornione allo sguardo sempre più smarrito di Simona, poi attraversò la strada e si diresse verso la Cinquecento, quando fu vicino l'auto si voltò a guardare la faccia atterrita di lei.
- Ahahah! Giuro che sei troppo divertente! -
Alberto scoppiò a ridere e Simona si riprese: attraversò anche lei la strada e si trovò accanto a lui.
- Cosa c'è da ridere? -
Simona si mise le mani sui fianchi, Alberto le passò accanto sfiorandola volontariamente e aprì il bauletto della Ducati, prendendo un casco nero e porgendolo a Simona. Lei si voltò verso di lui rossa in faccia e con la bocca aperta.
- La smetti di prenderti gioco di me? -
Alberto come risposta si tolse la giacca e la mise sulle spalle di Simona, che aveva tutt'altro che freddo in quel momento.
- Infilala, avrai freddo quando sarai su! -
Lei eseguì l'ordine, ma continuò a inveire contro di lui per averla presa in giro, più che altro per riprendere un po' di autocontrollo.
- Sicuro, domani non mi presento! Ma guarda te questo, come si diverte a prendere in giro la gente! -.
Alberto le si avvicinò e le sistemò meglio la chiusura del casco, sorrideva mentre lei sbuffava.
- Signorina Corradi, le tue minacce sono così innocue che non mi destano la minima preoccupazione! Se domani alle 8:30 non sarai in cantiere io alle 8:35 sarò da te...credimi le mie minacce non sono mai a vuoto! -
Simona deglutì fissando quei profondi occhi color nocciola. "Allora ti prego, vienimi a prendere!".
Gabriele lasciò Sara riposare nel letto, lui andò in bagno e si sedette nella vasca, la punta dei gomiti sulle ginocchia e le mani al viso "Merda!" pensò "La prima di cui mi innamoro dopo Francesca e già se ne va! Come cazzo faccio?". Una fitta al cuore fastidiosamente pungente lo fece innervosire ulteriormente, per calmarsi un po' aprì la doccia e si fece scrosciare addosso l'acqua.
Sara si svegliò sentendo il rumore dell'acqua provenire dal bagno, si girò e vide che Gabriele non era più a letto. Sospirò dolorosamente, afferrò il cellulare e inviò un messaggio alla sua amica - Marta, stasera non torno a casa, scusa per l'ora, resto da lui...ci resterei tutta la vita se potessi. Che situazione del cavolo! :( -
premette invio e si alzò dal letto.
Sara bussò alla porta del bagno e poi entrò, lo vide: bello come un modello di copertina, le spalle larghe bagnate, i pugni stretti contro al muro e la fronte bassa. Lei fece scivolare il lenzuolo a terra ed entrò con lui nella vasca, lo abbracciò baciandogli la schiena e posando le mani sul suo petto.
- Non avrei mai immaginato di provare sentimenti così profondi per uno che conosco da poco più di una settimana...manco fossi un'adolescente! -.
- Non avrei mai immaginato di provare sentimenti così profondi per uno che conosco da poco più di una settimana...manco fossi un'adolescente! -.
Simona si teneva stretta al torace di Alberto, "Caspita", pensò, "Che bei muscoli che sento". Alberto le parlava attraverso il microfono nei caschi:
- Tutto ok lì dietro? -
- Sisi! Ma non ci vuole solo un quarto d'ora per arrivare all'albergo? -
Lui curvò bruscamente e lei si strinse ancora di più al suo torace, Alberto sorrise conscio di non poter essere visto.
- Si, ma ti sto facendo fare un giro panoramico della Città! -
- Alberto ma sono le 2 di notte! Domani devo essere in cantiere alle 8:30 ricordi, sennò il mio capo mi uccide! -
- Naaa, non ho mai ucciso nessuno! Al massimo te lo detraggo dal compenso -
Simona gli diede un pizzicotto nel fianco,ma lui non si scompose.
- Portami subito all'albergo! -
Alberto prese la sua mano e con delicatezza se la mise sul torace dov'era ancora appoggiata l'altra. Simona ebbe un sussulto, ma sperò che Alberto non se ne fosse accorto. Desiderò che il "Giro turistico" fosse durato di più, ma riconobbe la strada dell'albergo e si sentì leggermente triste e un po' ansiosa.
- Tutto ok lì dietro? -
- Sisi! Ma non ci vuole solo un quarto d'ora per arrivare all'albergo? -
Lui curvò bruscamente e lei si strinse ancora di più al suo torace, Alberto sorrise conscio di non poter essere visto.
- Si, ma ti sto facendo fare un giro panoramico della Città! -
- Alberto ma sono le 2 di notte! Domani devo essere in cantiere alle 8:30 ricordi, sennò il mio capo mi uccide! -
- Naaa, non ho mai ucciso nessuno! Al massimo te lo detraggo dal compenso -
Simona gli diede un pizzicotto nel fianco,ma lui non si scompose.
- Portami subito all'albergo! -
Alberto prese la sua mano e con delicatezza se la mise sul torace dov'era ancora appoggiata l'altra. Simona ebbe un sussulto, ma sperò che Alberto non se ne fosse accorto. Desiderò che il "Giro turistico" fosse durato di più, ma riconobbe la strada dell'albergo e si sentì leggermente triste e un po' ansiosa.
La Ducati si fermò, Alberto scese, e aiutò Simona prendendola quasi in braccio.
- Merda! -
Simona non potè trattenersi, quel contatto fisico l'aveva decisamente elettrizzata.
- Cosa? Hai avuto paura? -
Le domandò Alberto mentre le slacciava il casco.
- No, per niente, mi piace andare in moto, peccato che non ne possegga una! -
I capelli le ricaddero sulle spalle e lei sollevò lo sguardo su di lui che la fissava e le sorrideva.
- E allora cos'era quell'esclamazione? -
Simona si tolse la giacca e la porse ad Alberto ringraziandolo.
- Felicità per il giro turistico -
Si diresse verso l'ingresso dell'albergo quando si girò e gli chiese :
- Ah Alberto, posso usufruire della palestra dell'albergo? Sai ho bisogno di scaricare un po' di tensione -
" Molta tensione" pensò Simona. Alberto annuì confuso.
- Ti metto sotto pressione Simona? -
"Diciamo che vorrei essere sotto e basta" fu il pensiero di lei. Simona scosse la testa.
- Nono, però ero abituata ad andare almeno tre volte a settimana in palestra e quindi insomma... -
Alberto annuì ancora, dopodichè si infilò il casco e una volta salito sulla moto le fece un cenno di saluto con la mano.
- Merda! -
Simona non potè trattenersi, quel contatto fisico l'aveva decisamente elettrizzata.
- Cosa? Hai avuto paura? -
Le domandò Alberto mentre le slacciava il casco.
- No, per niente, mi piace andare in moto, peccato che non ne possegga una! -
I capelli le ricaddero sulle spalle e lei sollevò lo sguardo su di lui che la fissava e le sorrideva.
- E allora cos'era quell'esclamazione? -
Simona si tolse la giacca e la porse ad Alberto ringraziandolo.
- Felicità per il giro turistico -
Si diresse verso l'ingresso dell'albergo quando si girò e gli chiese :
- Ah Alberto, posso usufruire della palestra dell'albergo? Sai ho bisogno di scaricare un po' di tensione -
" Molta tensione" pensò Simona. Alberto annuì confuso.
- Ti metto sotto pressione Simona? -
"Diciamo che vorrei essere sotto e basta" fu il pensiero di lei. Simona scosse la testa.
- Nono, però ero abituata ad andare almeno tre volte a settimana in palestra e quindi insomma... -
Alberto annuì ancora, dopodichè si infilò il casco e una volta salito sulla moto le fece un cenno di saluto con la mano.
Simona si accasciò contro le parete dell'ascensore "DEVO stare BUONA, non con il capo, porca miseria!".
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