Gabriele accarezzava dolcemente la schiena nuda di Sara, e di tanto in tanto le baciava la spalla più vicina a lui. Sara lo guardava intensamente negli occhi, sorridendo beatamente. Le luci soffuse delle candele rendevano tutto molto più intimo e confidenziale. Sara si alzò a sedere, afferrò il lembo del lenzuolo e se lo tirò su di sè tornando a sdraiarsi accanto a Gabriele.
- Gabri, lo sai che la prossima settimana torno a Mantova, vero? -
Lui annuì mettendole una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
- Tu resterai a Roma ancora per un po' ? -
Proseguì lei. Gabriele sospirò:
- Almeno fino a giugno, perchè? Cosa vuoi dirmi? -
Sara s'incupì
- Io non ho più vacanze fino ad agosto -
Gabriele scosse la testa.
- C'è il ponte del 25 aprile, quello del 1° maggio e il 2 giugno! E poi ci sono i week end! -
Sara scoppiò a ridere per nascondere le lacrime.
- Lavoro in un centro commerciale, tutte quelle festività me le scordo! Così come i week end -
- Verrò io! -
Controbattè deciso. Sara si accoccolò sul suo petto.
- Ci vedremmo poco comunque -
Lui posò dolcemente la mano sulla testa di Sara.
- Vuoi dirmi che questa è stata solo una splendida parentesi romana? Che da lunedì ognuno tornerà alla sua vita come se niente fosse? -
La ragazza si strinse ancora di più a lui.
- Possiamo goderci questi giorni con serenità e poi pensare al futuro da lunedì? Magari riusciremo a resistere per tre mesi, una volta che tornerai a Modena ci saranno solo 45 minuti di macchina che ci terranno separati, no? -
Uno strano malessere avvolse lo stomaco di Gabriele, il quale stringendo gli occhi sussurrò un:
- Va bene, ci proveremo - .
Simona stava ridendo al racconto del signor Resi, il quale le stava raccontando di quando era piccolo e aveva nascosto una rana nell'armadio di sua sorella maggiore:
- Ahaha da lei, non me lo sarei mai aspettata! -
Lui la guardò storcendo il labbro.
- Io direi che dopo il terzo bicchiere di birra insieme possiamo darci anche del tu, Simona -
Lei sorrise.
- Oh come siamo audaci, Alberto -
Bevve un sorso dal suo boccale. La bocca stranamente arsa, e un arrossamento involontario ogni volta che lui la guardava. Il modo in cui aveva pronunciato il suo nome le aveva fatto fare un piccolo sobbalzo interno: "Merda Simona", si era detta, "Col tuo capo sarà un vero casino se ci provi".
Resi guardò l'orologio.
- Ma è l'una di notte! Tu domani lavori per me! Che ci fai ancora sveglia? -
Simona non riuscì a capire se il tono fosse scherzoso o meno, quindi si affrettò a chiedere il conto e poi decise di spiegare il perchè fosse ancora fuori.
- Gabriele aveva bisogno della suite stasera, e temo anche domani e dopodomani, almeno fino a domenica, la sua ragazza la prossima settimana tornerà a casa, e voleva passare un po' di tempo da solo con lei -.
Alberto spalancò la bocca visibilmente sorpreso.
- Io credevo che voi due avevaste una storia! -
Simona scoppiò a ridere.
- E se avessimo avuto una storia io me ne sarei uscita da sola per Roma? Ahaha! Andiamo Alberto! -
Lui chiuse la bocca lentamente, poi borbottò :
- E che ne so, magari avevate litigato -
Il cameriere interruppe la conversazione e portò il conto.
Alberto prese velocemente il conto e si avviò alla cassa senza lasciare il tempo a Simona di reagire, lei si infilò velocemente la giacca, prese la borsetta e corse alla cassa.
- Ehi! Facciamo a metà! -
Lui le lanciò un'occhiataccia.
- Stai scherzando? Non si è mai sentito che Resi Alberto facesse pagare una donna! -
- Ma non siamo usciti insieme, ci siamo trovati qui per caso! Io esigo che si faccia a metà! -
Protestò Simona.
Alberto uscì dal locale con Simona alle calcagna.
- No dico sul serio! Se non mi fai pagare la mia parte, domattina non mi presento! -
Alberto sorrise sfidandola:
- Provaci! Ti vengo a prendere con la forza! -
Simona si sentì avvampare e un'improvvisa felicità le percosse tutto il corpo. I suoi occhi nocciola la studiarono per bene attendendo una sua reazione, Simona schioccò la lingua e iniziò a camminargli attorno con finta aria di minaccia.
- E se non mi facessi trovare? -
- Verrò io! -
Controbattè deciso. Sara si accoccolò sul suo petto.
- Ci vedremmo poco comunque -
Lui posò dolcemente la mano sulla testa di Sara.
- Vuoi dirmi che questa è stata solo una splendida parentesi romana? Che da lunedì ognuno tornerà alla sua vita come se niente fosse? -
La ragazza si strinse ancora di più a lui.
- Possiamo goderci questi giorni con serenità e poi pensare al futuro da lunedì? Magari riusciremo a resistere per tre mesi, una volta che tornerai a Modena ci saranno solo 45 minuti di macchina che ci terranno separati, no? -
Uno strano malessere avvolse lo stomaco di Gabriele, il quale stringendo gli occhi sussurrò un:
- Va bene, ci proveremo - .
Simona stava ridendo al racconto del signor Resi, il quale le stava raccontando di quando era piccolo e aveva nascosto una rana nell'armadio di sua sorella maggiore:
- Ahaha da lei, non me lo sarei mai aspettata! -
Lui la guardò storcendo il labbro.
- Io direi che dopo il terzo bicchiere di birra insieme possiamo darci anche del tu, Simona -
Lei sorrise.
- Oh come siamo audaci, Alberto -
Bevve un sorso dal suo boccale. La bocca stranamente arsa, e un arrossamento involontario ogni volta che lui la guardava. Il modo in cui aveva pronunciato il suo nome le aveva fatto fare un piccolo sobbalzo interno: "Merda Simona", si era detta, "Col tuo capo sarà un vero casino se ci provi".
Resi guardò l'orologio.
- Ma è l'una di notte! Tu domani lavori per me! Che ci fai ancora sveglia? -
Simona non riuscì a capire se il tono fosse scherzoso o meno, quindi si affrettò a chiedere il conto e poi decise di spiegare il perchè fosse ancora fuori.
- Gabriele aveva bisogno della suite stasera, e temo anche domani e dopodomani, almeno fino a domenica, la sua ragazza la prossima settimana tornerà a casa, e voleva passare un po' di tempo da solo con lei -.
Alberto spalancò la bocca visibilmente sorpreso.
- Io credevo che voi due avevaste una storia! -
Simona scoppiò a ridere.
- E se avessimo avuto una storia io me ne sarei uscita da sola per Roma? Ahaha! Andiamo Alberto! -
Lui chiuse la bocca lentamente, poi borbottò :
- E che ne so, magari avevate litigato -
Il cameriere interruppe la conversazione e portò il conto.
Alberto prese velocemente il conto e si avviò alla cassa senza lasciare il tempo a Simona di reagire, lei si infilò velocemente la giacca, prese la borsetta e corse alla cassa.
- Ehi! Facciamo a metà! -
Lui le lanciò un'occhiataccia.
- Stai scherzando? Non si è mai sentito che Resi Alberto facesse pagare una donna! -
- Ma non siamo usciti insieme, ci siamo trovati qui per caso! Io esigo che si faccia a metà! -
Protestò Simona.
Alberto uscì dal locale con Simona alle calcagna.
- No dico sul serio! Se non mi fai pagare la mia parte, domattina non mi presento! -
Alberto sorrise sfidandola:
- Provaci! Ti vengo a prendere con la forza! -
Simona si sentì avvampare e un'improvvisa felicità le percosse tutto il corpo. I suoi occhi nocciola la studiarono per bene attendendo una sua reazione, Simona schioccò la lingua e iniziò a camminargli attorno con finta aria di minaccia.
- E se non mi facessi trovare? -
- Ho molte spie nell'albergo -
La guardò sicuro di sè, poi la sua espressione cambiò diventando preoccupata.
- Un momento, ma se Gabriele ha bisogno della suite per tutta la notte, ora dove andrai? -
Simona guardò l'orologio.
- Beh oddio, spero che a quest'ora abbiano finito! Gabriele sapeva che sarei tornata alla suite per dormire! -
Alberto parve trarre un sospiro di sollievo.
- Allora ti accompagno! -
Simona sorrise col cuore che accelerò leggermente i battiti.
- Grazie, dove hai parcheggiato? -.
Alberto indicò un punto della strada in cui c'erano una Cinquecento vecchio modello bianca, e una moto Ducati Diavel Titanium. Simona impallidì.
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