lunedì 15 dicembre 2014

La natura dello scorpione parte 6°



Gabriele accarezzava dolcemente la schiena nuda di Sara, e di tanto in tanto le baciava la spalla più vicina a lui. Sara lo guardava intensamente negli occhi, sorridendo beatamente. Le luci soffuse delle candele rendevano tutto molto più intimo e confidenziale. Sara si alzò a sedere, afferrò il lembo del lenzuolo e se lo tirò su di sè tornando a sdraiarsi accanto a Gabriele.

- Gabri, lo sai che la prossima settimana torno a Mantova, vero? -

Lui annuì mettendole una ciocca di capelli dietro l'orecchio.

- Tu resterai a Roma ancora per un po' ? -

Proseguì lei. Gabriele sospirò:

- Almeno fino a giugno, perchè? Cosa vuoi dirmi? -

Sara s'incupì

- Io non ho più vacanze fino ad agosto -

Gabriele scosse la testa.

- C'è il ponte del 25 aprile, quello del 1° maggio e il 2 giugno! E poi ci sono i week end! -

Sara scoppiò a ridere per nascondere le lacrime.
- Lavoro in un centro commerciale, tutte quelle festività me le scordo! Così come i week end -

- Verrò io! -

Controbattè deciso. Sara si accoccolò sul suo petto.

- Ci vedremmo poco comunque -

Lui posò dolcemente la mano sulla testa di Sara.

- Vuoi dirmi che questa è stata solo una splendida parentesi romana? Che da lunedì ognuno tornerà alla sua vita come se niente fosse? -

La ragazza si strinse ancora di più a lui.

- Possiamo goderci questi giorni con serenità e poi pensare al futuro da lunedì? Magari riusciremo a resistere per tre mesi, una volta che tornerai a Modena ci saranno solo 45 minuti di macchina che ci terranno separati, no? -

Uno strano malessere avvolse lo stomaco di Gabriele, il quale stringendo gli occhi sussurrò un:

- Va bene, ci proveremo - .



Simona stava ridendo al racconto del signor Resi, il quale le stava raccontando di quando era piccolo e aveva nascosto una rana nell'armadio di sua sorella maggiore:

- Ahaha da lei, non me lo sarei mai aspettata! -

Lui la guardò storcendo il labbro.

- Io direi che dopo il terzo bicchiere di birra insieme possiamo darci anche del tu, Simona -

Lei sorrise.

- Oh come siamo audaci, Alberto -

Bevve un sorso dal suo boccale. La bocca stranamente arsa, e un arrossamento involontario ogni volta che lui la guardava. Il modo in cui aveva pronunciato il suo nome le aveva fatto fare un piccolo sobbalzo interno: "Merda Simona", si era detta, "Col tuo capo sarà un vero casino se ci provi".

Resi guardò l'orologio.

- Ma è l'una di notte! Tu domani lavori per me! Che ci fai ancora sveglia? -

Simona non riuscì a capire se il tono fosse scherzoso o meno, quindi si affrettò a chiedere il conto e poi decise di spiegare il perchè fosse ancora fuori.

- Gabriele aveva bisogno della suite stasera, e temo anche domani e dopodomani, almeno fino a domenica, la sua ragazza la prossima settimana tornerà a casa, e voleva passare un po' di tempo da solo con lei -.

Alberto spalancò la bocca visibilmente sorpreso.

- Io credevo che voi due avevaste una storia! -

Simona scoppiò a ridere.

- E se avessimo avuto una storia io me ne sarei uscita da sola per Roma? Ahaha! Andiamo Alberto! -

Lui chiuse la bocca lentamente, poi borbottò :

- E che ne so, magari avevate litigato -

Il cameriere interruppe la conversazione e portò il conto.

Alberto prese velocemente il conto e si avviò alla cassa senza lasciare il tempo a Simona di reagire, lei si infilò velocemente la giacca, prese la borsetta e corse alla cassa.

- Ehi! Facciamo a metà! -

Lui le lanciò un'occhiataccia.

- Stai scherzando? Non si è mai sentito che Resi Alberto facesse pagare una donna! -

- Ma non siamo usciti insieme, ci siamo trovati qui per caso! Io esigo che si faccia a metà! -

Protestò Simona.

Alberto uscì dal locale con Simona alle calcagna.

- No dico sul serio! Se non mi fai pagare la mia parte, domattina non mi presento! -

Alberto sorrise sfidandola:

- Provaci! Ti vengo a prendere con la forza! -

Simona si sentì avvampare e un'improvvisa felicità le percosse tutto il corpo. I suoi occhi nocciola la studiarono per bene attendendo una sua reazione, Simona schioccò la lingua e iniziò a camminargli attorno con finta aria di minaccia.

- E se non mi facessi trovare? -

- Ho molte spie nell'albergo -

La guardò sicuro di sè, poi la sua espressione cambiò diventando preoccupata.

- Un momento, ma se Gabriele ha bisogno della suite per tutta la notte, ora dove andrai? -

Simona guardò l'orologio.

- Beh oddio, spero che a quest'ora abbiano finito! Gabriele sapeva che sarei tornata alla suite per dormire! -

Alberto parve trarre un sospiro di sollievo.

- Allora ti accompagno! -

Simona sorrise col cuore che accelerò leggermente i battiti.

- Grazie, dove hai parcheggiato? -.

Alberto indicò un punto della strada in cui c'erano una Cinquecento vecchio modello bianca, e una moto Ducati Diavel Titanium. Simona impallidì.

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