Simona entrò nell'albergo, prese l'ascensore e infine varcò la porta della suite. Il tutto meccanicamente. Gabriele stava aspettandola sul divano, Sara era andata via da poco.
Simona si sedette accanto a lui senza dire una parola, lo sguardo fisso davanti a lei. Gabriele la guardò, poi le posò una mano sulla spalla "Simona? Tutto ok? Se fai così mi fai preoccupare!" lei si girò verso di lui "Gabri, sono parecchio confusa!" lui inarcò le sopracciglia "Cioè?". Simona sospirò e cercò di mettere in ordine i pensieri, spiegò com'era andata la serata, dell'osteria, della boccata d'aria, dell'arrivo all'albergo "Insomma, stava per baciarmi, poi è arrivata questa e lui ha detto : Merda. Poi se n'è andato dicendomi che ci saremmo visti domani, che è sabato ed io di sicuro non vado in cantiere per lui!" Gabriele si grattò il mento "Onestamente non so che dire neanche io! Che fosse sua moglie?" Simona scattò in piedi "Se quello stronzo è sposato lo prendo a pugni!" poi si diresse verso il frigo bar e prese da bere.
Gabriele la osservava camminare per la stanza in preda al nervoso, poi la sentì borbottare "No, ma qua stiamo scherzando! Non è possibile che mi faccia fare scema da uno così! E che cavolo!".
Simona era a letto, cercava di addormentarsi, quando sentì il suo cellulare vibrare. Un messaggio. Era di Alberto : Scusami, davvero. Domani alle 6:30 ti passo a prendere! Vestiti sportiva e porta un cambio elegante. Mi farò perdonare! Buona notte. Lei lo lesse e la sua risposta fu : Credici!
Ore 6:30 del mattino, il cellulare di Simona vibrava già da un po', la luce entrava prepotente dalla finestra . Lei si rigirò nel letto mettendosi il cuscino sulla testa, ma il cellulare continuava imperterrito a vibrare. Afferrò il telefonino e rispose con la voce impastata dal sonno "Pronto?" "Simona, aprimi, sono davanti alla porta della tua suite!". Simona spalancò gli occhi e si alzò di scatto sul letto, poi corse in sala e infine verso la porta.
"No ma dico! Sei pazzo?" Alberto era davanti a lei con un vassoio in mano "Ti ho portato la colazione! E non urlare, che c'è gente che dorme a quest'ora di sabato!" lei lo tirò dentro e lo portò in camera sua.
"Ti stanno davvero bene quelle culotte!" Alberto la stava fissando molto compiaciuto, Simona si infilò rapidamente i jeggins, che aveva lasciato sulla sedia la sera prima, e poi si sedette sul letto. Lui la guardò un sorriso malizioso, poi le si avvicinò porgendole il vassoio. Caffelatte, brioches alla marmellata di ciliegia e una spremuta d'arancia. Simona guardò il vassoio con circospezione, poi prendendo un pezzo di brioches gli chiese : "Tua moglie lo sa che sei qui?". Alberto scoppiò a ridere "Non sono sposato, Simona. E nemmeno fidanzato!" lei masticò il pezzo che aveva preso, e continuò a fissare il vassoio che finta indifferenza. "Allora chi era quella donna?" Alberto si massaggiò le gambe, sospirò e poi si decise a rispondere : "E' una faccenda un po' complicata, anzi in realtà no, è molto semplice, solo che vorrei spiegartela in viaggio..." e prese anche lui un pezzo di brioches, mentre Simona lo squadrava quasi inorridita da quella proposta.
"Io non vado da nessuna parte finchè mi dici la verità!" Simona si mise le mani sui fianchi, e lui parve divertito "sapevo che avresti reagito così! Andiamo Simona, ti porto solo a mare, facciamo una corsetta in spiaggia e poi ti porto a pranzo fuori! Così avremo modo di chiacchiere e non essere disturbati da nessuno!" "Intendi non essere disturbati da quella donna?" lui annuì esasperato allargando le braccia.
Simona misurò la sua camera a grandi passi, indecisa sul da farsi, mentre Alberto la guardava con aria speranzosa. "Va bene, esci da qua che mi cambio e preparo la borsa" un enorme sorrise apparve sul viso di Resi, che acconsentì senza fiatare.
Gabriele si era svegliato, e aveva ascoltato tutto. Era rimasto zitto e buono perchè non voleva intromettersi, anche se moriva dalla voglia di dirne quattro a quel riccone di Resi. Quando sentì Alberto uscire dalla stanza di Simona, uscì anche lui deciso a parlargli.
"Sapevo che prima o poi mi avresti detto qualcosa!" Gabriele si sedette sul divano, gambe divaricate e gomiti poggiati sulle ginocchia. "Tu non la conosci, non hai la minima idea del casino in cui vi state per cacciare entrambi!" Alberto sorrise "Onestamente credo di non saperlo per davvero!" "Che cosa vuoi da lei?" gli domandò Gabriele senza troppi giri di parole "Mi piace, voglio uscire con lei, e stare in sua compagnia!" fu la risposta "E allora perchè stavi per baciarla?" Resi alzò le sopracciglia "Vi raccontate proprio tutto eh..." "Rispondi!" lo intimò Gabri "Se pensi che voglia portarla a letto e basta, ti sbagli!" Gabriele si battè il palmo della mano sulla fronte e chiuse gli occhi "Lo sapevo! Se cerchi una storia con lei, lascia perdere!" Alberto lo guardò sbigottito "Di solito non è il contrario? E comunque non lo so cosa cerco da lei, te l'ho detto, mi piace stare in sua compagnia, e sì sono attratto da lei, ma non so se voglio una storia, forse non adesso!" Gabriele tirò un sospiro di sollievo, poi gli diede una pacca sulla spalla "Oh bene! Meno male! Allora godetevela e basta finchè dura, dopo non si sa..." e se ne tornò in camera sua.
Simona aveva messo tutto nello zaino e se l'era caricato in spalla. Alberto l'aiutò a sedersi sulla moto e le allacciò il casco sorridendole, poi montò in sella anche lui e partirono alla volta del mare.
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