mercoledì 17 dicembre 2014

La natura dello scorpione parte 8°


Quando Simona entrò nella suite, sentì alcuni rumori provenire dal bagno e dopo poco vide uscire Sara avvolta nel lenzuolo e dirigersi in camera di Gabriele.

Simona aprì la porta del bagno e vide il suo amico con indosso i pantaloni del pigiama, la schiena e i capelli bagnati, le mani poggiate sul lavandino e la testa rivolta verso il basso.

- Ehi Gabri, che succede? -

Lui si voltò: - Ciao -

Disse con tono mesto

- Hai ragione tu, non sono fatto per una vita solitaria... -

Simona prese un asciugamano e glielo posò sulle spalle

- L'ho sempre saputo -

Gabriele se lo strinse addosso

- Simona, come faccio? E' innamorata anche lei, ma lunedì deve andare via... -

Simona si poggiò sul lavandino di fronte a lui.

- Guarda che la cosa è semplice! Va con lei! Torna a Modena! -

Gabriele la guardò incredulo:

- Ma stai scherzando? E il lavoro qua? Voglio dire tre mesi di lavoro ben pagati! -

Simona sorrise.

- Gabri, alla fine qua il lavoro che devi fare è molto minimo, possiamo anche fare così: lunedì vai con lei, appena ho sistemato tutte le bozze ti chiamo e vieni a fare i ritocchi che servono! Mi lasci un paio di ragazzi della tua squadra per le cose urgenti o impreviste, e quando avremo tutti le idee chiare ti chiamerò per ultimare i lavori, alla fine stai qui a perdere tempo dai... - .

Gabriele rimase in silenzio per qualche minuto a fissarla, poi decise di parlare:

- Sei sicura che si possa fare? -

Lei chinò la testa di lato alzando le sopracciglia,

- No, però possiamo sempre provare a chiedere a Resi. Chiedere non costa nulla! -

Gabriele sembrò riprendere vita a quelle parole, ma Simona lo bloccò :

- Non dire ancora niente a Sara, se poi Resi ci dirà di no rischieresti di illuderla e basta! -

Lui annuì e poi abbracciò la sua amica

- Grazie Simona - .

Simona si sistemò a letto, aveva appena chiuso gli occhi quando sentì vibrare il cellulare : Alle 8:30 allo store! Mi raccomando. Alberto
Simona sorrise, poi gli rispose : Ci sarò! Vedi di essere puntuale anche tu, capo!
Dopo poco il cellulare vibrò di nuovo : Io sono la puntualità fatta persona!
Simona non ebbe il tempo di rispondere che un'altra vibrazione preannunciò un nuovo messaggio : Ora è meglio dormire. Serata interessante, comunque...Buona notte signorina Corradi.
Lei sentì un calore colorarle le guance, e una sensazione strana scombussolarle lo stomaco. Buona notte, signor Resi.



8:31 Simona in cantiere mostrava agli operai come sistemare un angolo cottura.

- Buon giorno signorina Corradi! -

Simona si voltò e davanti a lei, in un completo grigio antracite, stava Alberto, sorridente.

- Buon giorno signor Resi. Dovrei parlarle un attimo -

Lui s'incuriosì.

- Certo, venga nel mio ufficio -.

Simona si sedette davanti a lui, li separava solo una scrivania

- Grazie per aver usato formalità davanti agli operai, non vorrei... -

Simona lo interruppe :

- Oh di questo poi parleremo un'altra volta! Il tuo atteggiamento mi incuriosisce parecchio! Comunque sono qua per un'altra cosa -

Alberto rimase sbigottito.

- Avanti parla! - sbottò.

- Avrei una proposta da farti: io credo che Gabriele e la sua squadra non siano necessari qua, ovvero al momento dobbiamo definire i bozzetti, e più che altro servono operai al montaggio e un paio di imbianchini. Quando poi ci serviranno per fare cappe e pareti li chiameremo che ne dici? Mi faccio lasciare un paio di ragazzi per le emergenze e per pitturare... -.

Simona disse tutto con una velocità quasi inumana e poi lasciò la frase in sospeso, in attesa della reazione di Alberto, che aveva ascoltato tutto con attenzione e seguito l'intero ragionamento. Dopo una manciata di secondi, che sembrava infinita Alberto rispose :

- Segue la ragazza vero? -

Simona sgranò gli occhi e pensò velocemente ad una scusa da inventarsi, ma non le venne in mente niente.

- E' stata una mia idea... -.

Alberto incrociò le dita e unì i due indici sulle labbra

- Dovrò far modificare il contratto - disse pacato.

- Quindi è un si? - azzardò Simona

- Si, io fin dall'inizio volevo te, poi ti sei portata dietro la tua squadra, ma quella che mi interessava per i lavori eri te...only you! -

Alberto fece spallucce e si appoggiò allo schienale della sedia tranquillo. Gli occhi nocciola la stavano fissando irriverenti, Simona deglutì, "Merda", pensò, "Se Gabri se ne va io resto sola con questo, come farò a trattenermi?".
Simona si alzò dalla sedia, e ringraziò Alberto facendo un mezzo inchino con la testa, poi si diresse verso la porta, ma lui la chiamò:

- Simona? Anche stasera devi stare fuori? - .

Simona inspirò profondamente facendo appello a tutto il suo autocontrollo, "Però se anche lui ci prova io che mi trattengo a fare", fu il suo pensiero. Simona si voltò sorridendo maliziosamente:

- Si, anche stasera...perchè? -

I suoi occhi da cerbiatta fissavano quelli nocciola di Alberto in attesa di una proposta.

- Niente, potresti restare qua oltre l'orario di lavoro allora, così finiremo i bozzetti e inizieremo a lavorare seriamente con lo store -

Simona strinse gli occhi a due fessure, dopodichè si girò e sbattè la porta dell'ufficio uscendo.

- Stronzo! -

Disse appena fuori dalla stanza, in un tono nè troppo basso nè troppo alto, ma in modo che Alberto potesse sentirla, e lei sentì lui ridere di gusto.


Gabriele corse da Simona appena la vide, e notò che stava cercando di trattenere una smorfia di rabbia.

- Cos'è successo? -

Le domandò, lei scosse la testa.

- Niente lascia perdere, un uomo stupido...Comunque... -

Simona poggiò le mani sulle spalle del suo amico :

- Resi ha detto che va bene, adesso provvederà a modificare il contratto e poi non ci saranno problemi! Ora devi solo dirlo alla tua squadra! -

- Oh tranquilla, ci hanno chiamato quelli di Pimp My home e quindi ho anche una scusa valida per dire loro che andremo via per un po' -

Disse sollevato lui.

- Davvero hanno chiamato quelli di Pimp? E dove? Cavoli mi dispiace non andare! -.

Gabriele sorrise, era vero, Simona ci teneva molto a quel progetto, ma 'sta volta non poteva mollare il lavoro, visto che già lui se ne andava per motivi, che ad occhi altrui, potevano sembrare futili.

- Andiamo nella bassa Modenese, ci hanno chiesto di rimettere in sesto un paio di case provate dal terremoto! -

Simona s'intristì ancora di più.

- Che palle! -

Sbottò frustrata e si diresse verso gli operai per riprendere il lavoro e non pensare.

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