lunedì 22 dicembre 2014

La natura dello scorpione parte 12°

Sara e Gabriele erano abbracciati a letto, sotto le coperte. Lei gli accarezzava il petto nudo, e lui le circondava le spalle con un braccio. "Certo che sei incredibile!" disse Sara "Mai nessuno ha fatto una cosa del genere per me! Sembri uscito da un film romantico" Gabriele rise "No, per niente guarda! Sara ormai vado per i 35, sono stato diversi anni a tentennare su una storia che era già finita ancora prima di iniziare...poi mi sei capitata tu, e non ho dubbi su ciò che devo fare!" lei prese un cuscino e glielo gettò in faccia "Si, decisamente: troppo bello per essere vero!" lui si tolse il cuscino e glielo lanciò addosso a sua volta.

Alberto tornò finalmente al tavolo e salvò Simona da una signora romana, che non aveva smesso un attimo di parlare da quando il cameriere era andato via. "Non sei vegetariana vero?" "No! Per carità! Sono vegana!" Alberto spalancò la bocca terrorizzato, poi capì che lei lo stava prendendo in giro "Simpatica, davvero simpatica!" Simona gli sorrise ammiccando, poi gli chiese cosa aveva ordinato "Allora, lo so che ormai li fanno in tutto il mondo, e può sembrare una scelta banale, ma come li fanno qui, non li mangerai mai da nessuna parte: spaghetti alla carbonara con guanciale di maiale cresciuto, sfamato e ucciso da loro!" Simona annuì lentamente "Ok, poi hai ordinato anche il secondo?" "Si, di là avevano la trippa alla romana e la coratella d'abbacchio coi carciofi. Ho preso quest'ultima, spero ti piaccia!" Alberto sembrava eccitato per le scelte fatte e ansioso di essere approvato dal palato di Simona. 
"Come mai sei andato in cucina?" domandò lei incuriosita, Alberto era seduto accanto a lei, i loro gomiti si sfioravano, e lui la guardava sempre dritto negli occhi quando le parlava. "Qui la scelta è giornaliera, dipende cos'hanno ucciso o cacciato, quindi gli uomini, e solo gli uomini, entrano in cucina a scegliere cosa mangiare" Simona accigliò lo sguardo "Un po' maschilista come cosa..." fu interrotta dalla signora di prima "Ennò signurì! E' che fa proprio schifo entrà laddentro! E' meglio che ci vanno li uomini, che ci hanno lo stomaco più forte!" Alberto fece segno con la mano, della serie : come volevasi dimostrare. Simona schioccò la lingua e alzò gli occhi al cielo con finta esasperazione.

Gabriele guardò l'orologio "Ormai è mezzanotte! A che ora ha intenzione di riportarla a casa quello là?" era affacciato alla finestra, come un padre preoccupato. Sara si alzò dal letto e andò ad abbracciarlo, avvolgendolo nel lenzuolo insieme a lei. "Gabri, non stai esagerando? Magari ha capito che mi fermavo qui anche stanotte e ci sta lasciando altro tempo per stare in intimità!" suggerì lei, ma Gabriele scosse la testa "No, tu non capisci! Quella si mette sempre nei casini con gli uomini! Specie quelli che hanno una motocicletta!" Sara gli diede un piccolo buffetto sulla spalla "Guarda che è adulta e vaccinata, sa quello che fa! Sarai mica geloso?" "Nono, geloso no! Preoccupato si, è da diverso tempo che non esce con un uomo, lei fa la forte, ma so che sotto sotto è impaurita, perchè l'ultimo con cui è stata era Stefano!" "Lo stalker!" esclamò Sara. Gabriele annuì "Si, va alle feste, esce con gli uomini, li provoca perchè comunque non può farne a meno! Adora l'attenzione su di sè, ma è decisamente più diffidente, e sempre più convinta a voler passare la sua vita da sola, da quando quel bastardo..." lui strinse le mani a pugno. Sara lo abbracciò forte "Dai sta tranquillo, Resi è abbastanza famoso in città, e di sicuro non può permettersi di avere una denuncia per stalking nella sua fedina penale, ci perderebbe molto!" Gabriele si rilassò "Massì forse ha ragione...".

Erano fuori dall'osteria a prendere una boccata d'aria e a guardare le stelle, lì l'illuminazione era poca e permetteva di avere una bellissima visuale del cielo. Alberto aveva la testa inclinata verso l'alto, poi si voltò sentendo lo sguardo fisso di Simona su di lui "Che c'è?" lei scosse la testa "Grazie" "No, sono io a dover ringraziare te, e non sai quanto!" lei sorrise "Prova a spiegarmelo!".
Alberto le prese la mano e rientrarono per mangiare il secondo.
Ed ecco che nuovamente sfrecciavano per le strade di Roma, la serata era passata piacevolmente e aveva permesso a Simona di scoprire un altro lato di Resi.
Arrivarono all'albergo, Alberto le sfilò il casco, e come la sera prima la prese quasi in braccio per farla scendere. Simona era tutta insonnolita "Oggi sei andata via due ore prima, dovrai recuperare lo sai?" di colpo lei si svegliò "Come recuperare? Oh dai per un giorno che vado via prima! E poi oggi è venerdì e che cavolo!" Alberto rise "Ahaha, certo che non ti lasci mica dire niente eh? Comunque si, dovrai recuperare! A meno che..." "A meno che cosa?" s'infiammò lei sul piede di guerra, lui si mise l'indice sul mento, poi le si avvicinò molto lentamente, mantenendo il contatto visivo.
Simona indietreggiava, mentre il cuore le balzava nel petto e iniziò a sentire improvvisamente molto caldo. Toccò la moto e non aveva più vie di scampo. Alberto la bloccò parandosi davanti a lei, e mettendo le mani sul sellino, senza lasciarle nessuna via di fuga.
Il respiro di entrambi era sempre più corto e veloce. Lui le sfiorò la guancia con le labbra, poi si protese verso il suo orecchio e le sussurrò " A meno che domattina non vieni a correre con me" poi le sue mani la strinsero in vita abbracciandola e facendo avvicinare il suo corpo a quello di lui. La bocca di Alberto si spostò dall'orecchio verso il collo di Simona, la quale sentiva il calore del respiro di lui sulla sua pelle, e una piacevole eccitazione la pervase, impedendole di opporre resistenza.
Poi il rumore di una macchina dietro di loro e una voce di donna "Alberto?", lui alzò lo sguardo e riconobbe la donna "Merda" sussurrò e si allontanò da Simona. La liberò dal suo abbracciò e la guardò dispiaciuto "Scusami...devo andare! Ci vediamo domani!".

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