venerdì 20 gennaio 2012

DEDICA D'AMORE

Vorrei stringerti al mio petto,
dormire dolcemente con te accanto.
E svegliarmi nel bianco di un lenzuolo,
in un letto tutto nostro.
Vorrei portarti la colazione, svegliarti con un bacio
e fare l'amore sotto le lenzuola.
Vorrei che sorridessi solo a me,
vorrei che nei tuoi occhi ci fossi solo io.
Vorrei che il tuo sguardo innamorato non si stancasse mai di me.
Vorrei abbracciarti sempre, e stare sempre ad ascoltare il tuo cuore.
E mi manchi lo sai, anche se sono solo ore che ci separano, ma mi manchi.
Vorrei averti un giorno solo per me, e affondare il viso nel tuo collo.
Vorrei che mi stringessi forte a te senza mai lasciarmi andare.
E immagino un giorno speciale con un vestito bianco, e con te per sempre al mio fianco.
io e richi

NON SCRIVO PIÙ COL SOLE DENTRO.

E mi sento un po' così, nulla va male, e nulla va bene, in questa situazione un po' stazionaria, mi faccio troppe domande riguardanti il futuro, e sono un po' troppo stanca di atteggiamenti del presente.
Odio farmi rinfacciare le cose, e non sopporto quando mi danno della bambina, visto che si circondano di persone che non crescono, forse piace sentirsi i più maturi...
Io so che mi sto stancando di essere messa in terzo piano, dagli amici, dal moroso e dal resto del mondo...
E discutere non mi va, lascio parlare, mi lascio offendere sentendomi dire che sono egoista e capricciosa che sono rompipalle come le mie amiche, è più facile così che far valere le proprie idee.
Se poi lascerò le persone, indietro, se io andrò avanti e gli altri resteranno indietro poco importa, visto che io sono quella dell'ottica sbagliata, amen!
Che male c'è a voler passare un'estate divertente, che male c'è se al venerdì sera vorrei andare a ballare col mio ragazzo, che male c'è se vorrei andare alla notte rosa con tutti e condividere quest'esperienza, perchè se non si fanno adesso certe cose quando si fanno più.
Che male c'è ad accrogersi che la vita va vissuta fino in fondo di emozioni piene?
Io realizzo il trauma di mio padre così, e chi dice di essere uscito indenne da un trauma mente, lo rielaborano tutti a modo loro.
C'è chi ha paura dell'abbandono, e resta freddo e calcolatore, come se potesse impedire questo di essere lasciato e senza soffrire troppo, c'è chi invece quando si accorge di essere innamorato lascia per prima il partner per paura di essere abbandonato e non riuscire a sopportare il dolore! C'è chi non esce di casa se non per andare a lavorare, e tutto per non rischiare di tornare a provare certi sentimenti, ha perso completamente la fiducia nell'altro, e tutti sono nemici. Questo è quello che succede solitamente, dopo il trauma di un divorzio.
Io ho subito un altro tipo di trauma, sapere che un genitore nel giro di anno si sarebbe spento. Per fortuna questa ipotesi nera si sta allontandando sempre di più, e spero vivamente che la sua scomparsa avvenga il più tardi possibile! Ma c'è questa paura della morte, ormai dentro di me, e quindi voglio vivere tutto, senza avere rimpianti, e divento egoista per raggiungere questo scopo.
Aaaaah, vorrei che tu potessi condividere con me le emozioni che vorrei vivere con te...non essendo più in terzo piano...mi sento infinitamente triste!

E' A STARE DA SOLI CHE CI SI CONOSCE MEGLIO!

Sono a casa da lavoro, il bimbo è malato di varicella.
Chissà perchè inizio i post sempre con una spiegazione, e non mi lascio mai andare ai pensieri nudi e crudi fin da subito.
Richi dice che sembra che sono sempre persa nei miei pensieri, forse perchè è vero, perchè mi ci perdo talmente sono contorti e complicati, o tamente mi inondano che mi mandano alla deriva, lontano dal mondo, lontano dal presente.
Non lo faccio apposta, mi basta una parola, una parola sola perchè nella mia mente si inneschi questo strano meccanismo di pensieri che parte e va, collegandosi a un ricordo, poi ad un altro, a un pensiero futuro, poi ad un altro...e così via.
E penso su me stessa, specie adesso che sto a casa nulla facente (in realtà potrei fare quell'esame su internet, ma mi fa proprio schifo dare un esame rispondendo solo su quella piattaforma).
Mi sono accorta che la gente monotematica mi annoia, tremendamete, non la trovo per niente interessante. Io amo ascoltare, e chiacchierare, ma se i discorsi ascoltati sono sempre gli stessi, ecco che mi riperdo nei miei pensieri. 
Io sono di natura molto curiosa, quindi tendo ad essere attenta per le cose nuove, per paesi e paesaggi nuovi.
Mi piace esplorare, nei minimi particolari, anche le cose che possono sembrare meno interessanti, io le osservo. In un museo a Volterra, c'erano alcune porte chiuse, ed io andavo a sbirciare attraverso le fessure, oppure osservavo piccoli oggetti, per carpirne la manifattura.
E poi la mia immaginazione vaga e vaga : Chissà cos'è successo in questo posto? Chissà se qualcuno s'è ammazzato? Chissà se si sono innamorati? Erano felici, erano tristi? Si facevano le nostre stesse preoccupazioni? Avevano i nostri stessi problemi? Come sarebbe stato vivere a quell'epoca? Come sarebbe stata la mia mentalità, il mio modo di agire influenzato da quel periodo storico?
E inizio a immaginare, mettendo un po' insieme le mie conoscenze, leggendo qualcosa scritto lì, messo a posta dal museo.
E poi ho adesso quella stupenda eccitazione del mare, la voglia di mare, di spiaggia, di divertimento, di essere fuori dalle righe.
Ed ho voglia di vedere l'alba sul mare. Di svegliarmi prestissimo, correre in spiaggia con la brezza mattutina estiva e vedere il sole sorgere, di emozionarmi di quel miracolo quotidiano. Ho voglia di ballare sulla spiaggai come non ho mai fatto, e di ridere con le amiche per stronzate urlate al cielo.
Ho voglia di andare in tenda, con Richi, la Fra e il suo moroso! Ho voglia di dire alla Vale e a Gabri di farci un week end tutti assieme, e di ridere fino alle lacrime!
Ho voglia di tutto questo...ma aspetto.
Adesso arriva Pasqua, viene su mio cugino Antonio, avrei voglia di andare da qualche parte invece che stare a casa, ma mio padre giovedì ha la 4^ chemio, e sta iniziando a sentirsi molto affaticato i giorni seguenti la terapia.
Mi dicono che ho il diritto di stare male, di provare sbalzi di umore e di urlare, mi dicono che ho il diritto di essere arrabbiata col mondo, e di vedere i quotidiani problemi altrui come inferiori al mio, al quale non c'è nessun paragone, mi dicono che praticamente ho il diritto di essere egoista! Ma io solitamente taccio, faccio finta che anche il mio sia un problema quotidiano come quello degli altri, sorrido, litigo, mi amareggio, sono insofferente, mi annoio, vado a lavoro, faccio l'amore, esco con le amiche, litigo coi miei genitori, faccio commissioni, cazzeggio, studio, seguo le mie attività...e tutto questo senza battere ciglio.
Poi arrivano dei momenti di sconforto, di quelli pesanti, che non so come affrontare, e provo a pretendere comprensione dagli altri, ma non mi viene data, anzi mi vengono rinfacciati i propri problemi, e li ascolto anche, ma sono una bambina viziata ed egoista, che alla fine, mi sa che non ha tanto il diritto di stare male...perchè sembra che me ne approfitti dell'appoggio altrui...strano eppure taccio sempre. Ma è più facile ricordarsi delle cose negative che di quelle positive: ci avete fatto caso?
Eppure io sto qui, buona buonina che non rompo le palle a nessuno, e per una volta che voglio fare qualcosa: mi rompono le uova nel paniere, e mi si dice che non so accettare la vita...ma andatevene a fanculo!
Adesso vi vedete con i miei occhi.

Speriamo che duri

Bo, chi lo sa, forse le liti sono fatte per riscoprirsi, forse sono fatte per mettersi a nudo, e per riflettere, o forse sono solo un capro espiatorio per sfogare le proprie frustrazioni giornaliere, perchè alla fine, tolte quelle, e non facendo caso ai brontolii dell'altro, gli sbuffi per un'ennesima serata in discoteca annullata...
e ti ritrovi a passeggiare per il centro di Modena, sorgeggiando quel frappè preso da Slurp, che non ti soddifa quanto la coppetta gelato (ma sei in quaresima, e in teoria non avresti dovuto prenderti nemmeno quel frappè, ma il tuo bisogno di zuccheri era alle stelle).
E passeggi con lui, mentre si decide cosa fare, e poi tutto diventa divertente, perchè anche se per l'ennesima volta non riesci ad andare a ballare (siamo a quota 4), stai bene con LUI, dopo tanto tempo, stai davvero bene, come se le discussioni non ci fossero mai state, come se fosse tornata la serenità dei primi mesi...e ti piace proprio come serata, perchè è la vostra serata, e vi siete ritrovati più qui a Modena, che nel week end a Volterra!
L'improvvisazione delle cose semplici, è la più bella
 


E' in post come questo che mi viene da piangere, che ho paura, perchè tutto sembra duraturo e bello, ma poi scopri che è solo una finzione, e stai male da morire, e fatichi a credere alle cose future. Hai solo un'immensa paura.

L'ERBA VOGLIO NON CRESCE NEANCHE NEL GIARDINO DEL RE

Sapete che c'è?
Mi sto annullando...ho gli occhi spenti e il sorriso forzato comunque, ed è sempre un sorriso, non un più una risata gioiosa come questa
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Dov'ero con mia cugina Ilaria a fare la lotta sul letto. Mi sono sempre trovata bella in questa foto, non perchè lo sia per davvero, ma proprio perchè si vede la mia allegria e la mia semplicità.
Adesso sono spenta, faccio fatica a ridere, mi sento il cuore pesante, e vedo la mia vita estremamente noiosa.
Si sono andata a fare il week end a Volterra con Richi, e dovrei essere felice, insomma, mi lamento del superfluo (direte voi), ma è che anche lì, nelle cose nuove , alla fine siamo stati routinari: il giro per il centro, un piccolo museo, e la sera un pizzino e poi a letto.
E Il giorno dopo la solita cosa, alle 16 eravamo già a Modena...nessun colpo di testa.
Non voglio dire che non sono stata bene, ma vorrei essere colta di sorpresa. So che Riccardo si è impegnato con tutto sè stesso per farmi stare bene, e so che è bruttissimo lamentarmi in questo modo del suo sforzo.
E non sto dicendo che il week end non mi è piaciuto, anzi.
La verità è che sono una folle, la verità è che ho bisogno di respirare avventura di partire ed esplorare il luogo, di non sapere quasi dove andare. Vorrei fare qualcosa sul puro istinto.
E vorrei essere sorpresa, vorrei trovarmi difronte ad una cosa inasppettatamente positiva.
Vorrei che qualcuno agisse col cuore e non con la mente!
Sapete una cosa che mi sarebbe sempre piaciuta, fin da quando ero piccola è che quando torno dalle vacanze estive, quindi da Nocelleto, sarebbe bello trovarmi sotto casa la persona che amo, che non vede l'ora di abbracciarmi e di vedermi.
La mia gioia è data da piccole cose, e queste cose vorrei non doverle chiedere, vorrei che venissero spontanee e istintive come vengono a me!
Cose pazze e divertenti, come cacce al tesoro, indovinelli, regalini stupidi, farsi trovare fuori il lavoro, arrivare a casa con una rosa comprata 5 minuti prima, perchè l'amore è anche arte dell'improvvisazione, è innovarsi per l'altro, e la voglia di vedersi dovrebbe essere più grande di un "No, non sono in vena", la razionalità non dovrebbe coesistere con l'amore, perchè è un freno.
Voglio ridere senza un perchè, solo pensando a te, non voglio più avere questo sorriso malinconico e le lacrime agli occhi, e il cuore pesante, perchè non riesco a viverti come vorrei, e ad amarti di quell'amore che fa essere un po' stupidi, non del tutto, vorrei un po' di quell'amore che fa credere che si possono superare tutti gli ostacoli insieme, vorrei non farti soffrire, o complicarti la vita, vorrei un po' di quell'amore adolescenziale che ti da il coraggio di andare contro tutto e tutti pur di avere insieme la felicità
, vorrei per una volta essere l'unica cosa importante per te.
Perdonami per tutto questo, perchè so che ora non puoi darmelo.

13/4/2011

Sconvolgimi

Alessia, era triste lo era da parecchio, era stanca della monotonia della sua vita, degli obblighi a cui era sottoposta, agognava la libertà e l'avventura, voleva qualcosa di diverso e inaspettato: forse aveva visto troppi film!
Un giorno andò a lavoro come il suo solito, e tornò a casa nel pomeriggio, come sempre, però era una così bella giornata che decise di andare in garage e gonfiare le ruote della sua bicicletta.
Una volta gonfiate, uscì dal garage, lo chiuse e si diresse verso il parco, vicino a casa sua: sentiva il vento che le sfiorava il viso, il sole che le riscaldava la pelle, e un senso di libertà estremamente appagante, voleva godersi fino in fondo quel momento, senza che nessuno la disturbasse.
E così fece, fino a quando, dovendo passare in una strettoia perse l'equilibrio e cadde dalla bici. "Ma porcaccia la miseria! Mai che me ne vada bene una giusta oh!" esclamò rialzandosi dolorante. Si pulì il sedere, e spinse a mano la bici fino a casa.
La sera raccontò l'accaduto a Federico, il suo ragazzo, e questi si mise a ridere sbeffeggiandola "Ah no, ma sei simpatico, io mi sono fatta male e tu ridi?" " Ma perchè sei imbranata in tutto!", Alessia si indispettì, era di pessimo umore da parecchi giorni, e quella cosa la irritò terribilmente, anche se era una sciochezza.
Il mattino seguente Alessio, si svegliò peggio degli altri giorni, il suo umore non era pessimo, era NERO! Non parlò, non disse niente, si vestì, fece colazione e partì per andare a lavoro. Lungo la strada però, lei svoltò, e poi proseguì diritta, verso l'autostrada, decisa a non fermarsi.
Si fermò ad un autogrill a fare colazione, osservò silenziosamente tutte le persone che la circondavano in quel momento, vi era una scolaresca, molto rumorosa. Le risate dei ragazzi iniziarono a riaprirle il cuore.
Decise di seguire il pullman della scolaresca, voleva vedere dove stessero andando in gita.
Durante il viaggio cantò a squarciagola, ballò muovendo la testa, e poi pensò, pensò parecchio, soprattutto che era triste, infinitamente triste, con un pezzo mancante: qualcuno che fosse folle come lei, qualcuno che condividesse con lei quel senso di estrema libertà. Ad un certo punto smise di seguire il pullman e uscì dal primo casello autostradale, per poi rientrare in autostrada verso casa, stavolta.
Della sua assenza si erano accorti solo a lavoro, era rientrata a casa in giornata, e nessuno, nemmeno per un momento aveva sospettato che Alessia fosse sparita per un po'.
Appena aprì la porta di casa, sentì il campanello suonare, era Federico "E tu che ci fai qui? Non dovresti essere a lavoro?", lui salì la scale trafelato "Non lo so perchè ma oggi avevo una brutta sensazione addosso, una forte paura di perderti" Alessia scosse la testa "Sono qua, non vado da nessuna parte purtroppo", lui l'abbracciò forte, stringendola a sè "No che non vai dai nessuna parte, specie senza di me", Alessia sorrise un po' amareggiata "Dai Fede, va a lavorare, ci vediamo più tardi!" lui si spostò per guardarla in faccia "Non scappare ok?" "Non scappo, sto qua".
Alessia, si mise a studiare, a pulire casa, a cucire, per tenere la mente occupata, e non pensare all'episodio della mattinata, ma c'era un tarlo che le martellava assiduamente la testa "Sarà mai appagato il mio senso di libertà senza limiti di spazio e tempo? Qualcuno sarà mai in grado di sconvolgermi e scrollarmi questa polvere di dosso?".
Giunse la sera, e Fedrico non era ancora arrivato, lei si era vestita tutta carina, come faceva sempre per lui, e lo stava aspettando, inziando un po' a preoccuparsi.
Finalmente arrivò, e la fece salire in macchina "Dove andiamo?" domandò, "Bò, decidi tu!" Alessia sbuffò "Non lo so, qui è sempre tutto uguale..." Federico sorrise "Va bene, allora andiamo!" Alessia si girò incuriosita "E dove?" "Ti fidi di me?" lei gli sorrise "Si" "E allora non fare domande e andiamo!" "Va bene, ci sto!".
Dove andarono non si sa, forse al mare, forse a Firenze, forse a Milano, fattostà che Alessia tornò a casa rigenerata, e serena, non più triste...qualcuno l'aveva sconvolta, qualcuno l'aveva colta di sorpresa, uscendo dalla sua pacatezza e dai suoi schemi, qualcuno quella notte l'aveva rapita e aveva rotto la sua quotidianità, appoggiandola e facendole compagnia nella sua follia!



DREAM

Stato di calma, celato da turbolenta violenza
che soggiace a scontri mentali inesistenti.
Avversi pesi, affiorano come rami galleggianti nell'acqua.
Attimi portati via alla mia esistenza, non fanno capire l'importanza della tua presenza ai miei occhi non è mai abbastanza.
Scioccamente ingoiando bocconi di amaretti ripieni,
mentre parole incomprensibili non giungono al tuo orecchio.
Domande future di goie presenti.
Grido di gemiti angosciosi accavallano puri istanti sereni.
Sfiorarsi e mai toccarsi, avvicinarsi e mai penetrarsi in un tutt'uno.
Il dolce dono del condividere, appare in un sorriso melanconico.
...come sentirsi soli, in mezzo al mondo popolato...
Eh già che ti tocchino il cuore, eh già che accarezzino i pensieri,
il dondolare di questo sogno ti apra la verità.