Sono a casa da lavoro, il bimbo è malato di varicella.
Chissà perchè inizio i post sempre con una spiegazione, e non mi lascio mai andare ai pensieri nudi e crudi fin da subito.
Richi dice che sembra che sono sempre persa nei miei pensieri, forse perchè è vero, perchè mi ci perdo talmente sono contorti e complicati, o tamente mi inondano che mi mandano alla deriva, lontano dal mondo, lontano dal presente.
Non lo faccio apposta, mi basta una parola, una parola sola perchè nella mia mente si inneschi questo strano meccanismo di pensieri che parte e va, collegandosi a un ricordo, poi ad un altro, a un pensiero futuro, poi ad un altro...e così via.
E penso su me stessa, specie adesso che sto a casa nulla facente (in realtà potrei fare quell'esame su internet, ma mi fa proprio schifo dare un esame rispondendo solo su quella piattaforma).
Mi sono accorta che la gente monotematica mi annoia, tremendamete, non la trovo per niente interessante. Io amo ascoltare, e chiacchierare, ma se i discorsi ascoltati sono sempre gli stessi, ecco che mi riperdo nei miei pensieri.
Io sono di natura molto curiosa, quindi tendo ad essere attenta per le cose nuove, per paesi e paesaggi nuovi.
Mi piace esplorare, nei minimi particolari, anche le cose che possono sembrare meno interessanti, io le osservo. In un museo a Volterra, c'erano alcune porte chiuse, ed io andavo a sbirciare attraverso le fessure, oppure osservavo piccoli oggetti, per carpirne la manifattura.
E poi la mia immaginazione vaga e vaga : Chissà cos'è successo in questo posto? Chissà se qualcuno s'è ammazzato? Chissà se si sono innamorati? Erano felici, erano tristi? Si facevano le nostre stesse preoccupazioni? Avevano i nostri stessi problemi? Come sarebbe stato vivere a quell'epoca? Come sarebbe stata la mia mentalità, il mio modo di agire influenzato da quel periodo storico?
E inizio a immaginare, mettendo un po' insieme le mie conoscenze, leggendo qualcosa scritto lì, messo a posta dal museo.
E poi ho adesso quella stupenda eccitazione del mare, la voglia di mare, di spiaggia, di divertimento, di essere fuori dalle righe.
Ed ho voglia di vedere l'alba sul mare. Di svegliarmi prestissimo, correre in spiaggia con la brezza mattutina estiva e vedere il sole sorgere, di emozionarmi di quel miracolo quotidiano. Ho voglia di ballare sulla spiaggai come non ho mai fatto, e di ridere con le amiche per stronzate urlate al cielo.
Ho voglia di andare in tenda, con Richi, la Fra e il suo moroso! Ho voglia di dire alla Vale e a Gabri di farci un week end tutti assieme, e di ridere fino alle lacrime!
Ho voglia di tutto questo...ma aspetto.
Adesso arriva Pasqua, viene su mio cugino Antonio, avrei voglia di andare da qualche parte invece che stare a casa, ma mio padre giovedì ha la 4^ chemio, e sta iniziando a sentirsi molto affaticato i giorni seguenti la terapia.
Mi dicono che ho il diritto di stare male, di provare sbalzi di umore e di urlare, mi dicono che ho il diritto di essere arrabbiata col mondo, e di vedere i quotidiani problemi altrui come inferiori al mio, al quale non c'è nessun paragone, mi dicono che praticamente ho il diritto di essere egoista! Ma io solitamente taccio, faccio finta che anche il mio sia un problema quotidiano come quello degli altri, sorrido, litigo, mi amareggio, sono insofferente, mi annoio, vado a lavoro, faccio l'amore, esco con le amiche, litigo coi miei genitori, faccio commissioni, cazzeggio, studio, seguo le mie attività...e tutto questo senza battere ciglio.
Poi arrivano dei momenti di sconforto, di quelli pesanti, che non so come affrontare, e provo a pretendere comprensione dagli altri, ma non mi viene data, anzi mi vengono rinfacciati i propri problemi, e li ascolto anche, ma sono una bambina viziata ed egoista, che alla fine, mi sa che non ha tanto il diritto di stare male...perchè sembra che me ne approfitti dell'appoggio altrui...strano eppure taccio sempre. Ma è più facile ricordarsi delle cose negative che di quelle positive: ci avete fatto caso?
Eppure io sto qui, buona buonina che non rompo le palle a nessuno, e per una volta che voglio fare qualcosa: mi rompono le uova nel paniere, e mi si dice che non so accettare la vita...ma andatevene a fanculo!
Adesso vi vedete con i miei occhi.
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