domenica 30 novembre 2014

La natura dello scorpione parte 4°

Il treno sfrecciava verso Roma, mancavano solo 40 minuti e sarebbero arrivati. Gabriele si era appisolato poggiando la testa sulla spalla sinistra di Simona, lei invece era sveglia e super eccitata! Stava cercando su internet, dal suo smartphone, notizie sul signor Resi, ma aveva trovato davvero poco, essendo questi subentrato al comando dopo la recente morte del padre. "Ecco perchè aveva tanta premura, vuole fare bella figura per far vedere che è degno successore di suo padre!" pensò tra sè e sè.


Gabriele si svegliò 10 minuti prima dell'arrivo in stazione 


- Buon giorno! -

Disse stiracchiandosi, Simona sorrise:

- Buon giorno a te! Dormito bene? -

- Mmm si, avevo un ottimo cuscino -

Le fece l'occhiolino, dopodichè si alzò per infilarsi la giacca e prendere le valigie.

- Tu sei la donna perfetta con cui viaggiare! Un beauty-case e un valigia piccola! Ti adoro! - .


Il treno iniziò a frenare lentamente, una ragazza bionda perse l'equilibrio e cadde addosso a Gabriele, il quale con fare garbato la sollevò e le sorrise.


- Mi scusi -

Disse lei imbarazzata 

- Si figuri, capita -.

Scesero dal treno e la ragazza bionda seguì Gabriele con lo sguardo, Simona aveva notato tutto e diede uno scapellotto alla nuca del suo amico:

- Dico ma sei scemo? Quella ti fissa e tu non te le chiedi manco il numero? -

- Ma se è di Roma come cavolo faccio a vederla? Non ha senso! -

Simona si portò la mano alla fronte esasperata, poi con uno slancio rincorse la ragazza.

-Ehi scusa! -

La ragazza si girò interrogativa.

- Ciao! Scusa devono venirci a prendere, sai dov'è il piazzale delle auto? -

Simona e la sua faccia tosta. Gabriele si avvicinò lentamente, la ragazza nel vederlo arrossì

- No, mi spiace, non sono di qua... -

- Ah e di dove sei? - 

-Simona! -

La riproverò Gabriele. La povera ragazza non stava capendo più niente.

- Sono di Mantova, sono qui per andare a trovare un'amica! -

Simona si voltò e lasciò parlare Gabriele, mentre fu attratta da un uomo vestito in giacca e cravatta che portava una spilla sul bavero con l'icona di Resi Arredamenti.

- Salve, sono Simona Corradi, lei è l'autista del signor Resi? -

L'uomo annuì e le fece segno di seguirlo.

- Un momento vado a chiamare il mio collaboratore -

L'uomo rimase ad aspettare.

Gabriele e Sara, la ragazza bionda, si scambiarono i numeri di cellulare e si salutarono. Simona disse a Gabriele di seguirla perchè aveva trovato il loro autista.



- Splendide Royal Roma -


Lesse Simona appena scesa dalla macchina.

- Il nome promette bene! - .

L'autista li accompagnò alla reception, dove Simona e Gabriele diedero i loro documenti e presero le chiavi della suite, con le camere da letto separate.
Simona ringraziò l'autista, questi poi li informò che dopo due ore sarebbe passato a prenderli per portarli dal signor Resi.
Appena entrarono nella suite Simona lasciò i bagagli sulla porta e corse verso il letto tuffandovisi sopra! 

- Wow! Era una vita che volevo farlo! -

Gabriele raccolse le valigie, le portò al centro della suite e si diresse verso il bagno.

- Simona! temo che litigheremo molto durante la nostra permanenza qua! -

Lei lo seguì in bagno:

- Perchè? -

Lui la guardò raggiante, poi si spostò per farle vedere un'enorme vasca idromassaggio e un mini bagno turco. Simona rimase a bocca aperta.

- Il Signor Resi ha davvero una barca di soldi per potersi permettere di ospitarci in una suite come questa! -

Poi si voltò verso Gabriele:

- Non litigheremo...ci compreremo dei costumi e potremo fare sia la vasca che il bagno turco insieme! -

- Sei sicura di poter reggere la vista del mio fisico semi-nudo? - 

Sorrise maliziosamente lui.

- Oh dai, non sei mica così male! Non ti buttare giù così! -

Rispose lei dandogli un colpetto sulle spalle.



Mentre Gabriele stava facendosi la doccia, Simona sistemò i bozzetti che aveva fatto in occasione dell'incontro con il signor Resi; si era documentata sulle dimensioni del nuovo store e sul tipo di arredamenti che vendeva, quindi era riuscita a farsi un'idea abbastanza realistica di come avrebbe organizzato e arredato gli ambienti.

Gabriele uscì dal bagno portandosi dietro un dolce profumo di bagnoschiuma, aveva solo i boxer e i pantaloni della tuta indosso, e con disinvoltura si sedette accanto a Simona strofinandosi i capelli con un asciugamano. Lei alzò lo sguardo per un momento e se lo vide davanti.

- Dico ma sei scemo? Non è mica estate che giri mezzo nudo! -

- Eddai, qua dentro ci sono 30 gradi, mi chiedo come faccia tu a stare vestita così con sto caldo! -

Simona si guardò: aveva un completo, pantalone e giacca grigi, con una camicetta rosa per spezzare la tinta unita, il tutto rigorosamente abbottonato. 

- Senti è un impegno di lavoro, mica posso presentarmi con mini gonna e tacchi a spillo, ti pare? -

Simona si fermò un attimo e squadrò Gabriele:

- Ma tu hai intenzione di venire in tuta? -

Sbottò shockata. 
Gabriele non disse una parola, aveva già capito l'antifona, andò nella sua camera e si mise jeans, giacca e cravatta, dopodichè uscì per avere l'approvazione. 

- Così va meglio! E adesso andiamo giù che l'autista ci starà aspettando! -

- Zi padrona! -

La prese in giro lui.



Si fermarono davanti ad un enorme stabile colorato rosso e giallo.

- Forza Roma! -

Esclamò sarcasticamente Simona stringendo le dita sulla sua cartellina. Un uomo alto con gli occhi color nocciola e i capelli castani le si avvicinò.

- Signorina Corradi! -

Le porse la mano, lei ricambiò la stretta.

- Signor Resi, immagino... -

La mano era calda e ferma. Simona lo guardò negli occhi scrutandolo, ma lui fu evasivo e abbassò subito lo sguardo indicandole l'ufficio.
Si misero a sedere uno di fronte all'altra, Gabriele al fianco di Simona, con l'aria un po' annoiata seguì la presentazione della ditta. 
Simona tirò fuori i suoi bozzetti e li mise sulla scrivania allungandoli al signor Resi, questi nel prenderli le sfiorò le dita e Simona s'irrigidì alzando lo sguardo su di lui.
Aveva il cuore in gola e non sapeva spiegarsi il perchè: non era di certo la prima volta che presentava i suoi bozzetti ad un imprenditore!

- Mmmh! Questo mi piace molto! - 

Disse serio Resi e Simona parve rilassarsi.

- Signorina Corradi, lei ha altri incarichi da qui a tre mesi? -

Simona sgranò gli occhi.

- Tre mesi? -

Resi la guardò serio.

- Cos'è? Dovrà rinunciare alle vacanze prenotate? -

Simona inarcò le sopracciglia indispettita.

- Assolutamente no! E' che tre mesi per uno store, sono troppi! -

Resi fece un sorriso impertinente e Simona si sentì lievemente agitata.

- Dobbiamo rinnovare anche il vecchio store, e ne vorrei aprire un altro a Frosinone! - .

Simona rimase a bocca aperta rivolgendo uno sguardo della serie "sogno o son desta" a Gabriele, che nel ricambiare lo sguardo annuì.
Simona parve riprendersi:

- Posso discuterne un attimo col mio collaboratore? -

Il signor Resi sorrise come se si fosse aspettato esattamente quella reazione. Resi fece cenno di si con la testa, dopodiché uscì dall'ufficio.

Simona strinse le mani di Gabriele emozionata.

- Tre mesi di lavoro assicurati e ben pagati! Te la senti? -

Lui alzò le spalle.

- Abbiamo qualcuno che ci aspetta a casa? -

Simona lo abbracciò raggiante.

- Wooohooo! - .

Resi fuori dall'ufficio sentì gli schiamazzi di Simona e sorrise.

venerdì 21 novembre 2014

La natura delle scorpione parte 3°

Simona uscì dalla doccia tutta infreddolita 
- Brr! Dove sono gli asciugamani? - 

Cercò sotto al lavandino, nella cesta dei panni sporchi, nell'armadietto delle creme, ma poi si fermò, contò fino a dieci dopodichè urlò:

- Gabriiii! Brutto pezzo di cretino! Ridammi gli asciugamani! -.

Lui era sul divano a leggere una rivista di architettura e scoppiò a ridere, ma non le rispose.

- Gabriele! Portami subito un asciugamano! Muoviti! Sto morendo dal freddo! -. 

Lui si alzò lentamente dal divano, e sempre lentamente si avviò verso la porta del bagno. Le urla si facevano sempre più forti e sempre più arrabbiate.

- Gabri, per piacere, dammi un cavolo di asciugamano! - 

- Altrimenti cosa mi fai? - 

- Non ti ospiterò più finchè campo! -

- Se morirai di freddo hai poco tempo per attuare questa minaccia! - 

- Senti...perchè mi hai nascosto gli asciugamani? -

Gabriele ridacchiò

- Per divertirmi e farti uno scherzetto! -

Simona non rispose.

Gabriele rimase all'ascolto, la sentì aprire qualcosa, dopo qualche minuto si sentì la serratura fare click e Simona uscì dal bagno indossando il pigiama, ma senza biancheria.

- Ahaha! Sei incredibile! - rise Gabriele,

Simona si voltò furibonda:

- No, tu sei incredibile! Lo so che mi hai vista imbarazzata prima e hai deciso di prendermi in giro! Giuro che non ti farò mai più dormire qua! Mai più! - .

Gabriele la guardò ancora più divertito, e le accarezzò la testa 

- Che bambina! Si arrabbia tanto per queste cose, ma poi è disposta a passare l'intera vita da sola... - 

Simona guardò a terra.

- Perchè vuoi cambiarmi a tutti i costi! Sono così e sto bene, è da tre giorni che me la meni con ste cose! -

- E tu perchè non vuoi cambiare me? Se mi insegnassi ad essere come te, magari ti comprenderei di più! -

- Ma a me non l'ha insegnato nessuno Gabri, è la mia natura capisci? Non voglio che diventi come me perchè vedo che la tua natura è diversa! Tu ami stare in compagnia, e quando torni a casa vuoi qualcuno con cui parlare, vuoi qualcuno da abbracciare, io no! Ogni tanto voglio stare da sola, a volte sono di umore così nero che vorrei starmene chiusa in casa al buio, nel letto, tutto il giorno! -

- Vabbè Simo, i giorni no ce li hanno tutti quanti! -

Simona sbuffò : - Basta Gabri, ti prego, per me questo discorso è estenuante. Ti prego finiamola qui...-

- Mi spieghi come fai a far innamorare gli uomini di te, se alla fine quello che vorrebbero da te non lo potranno mai avere? -.

Simona parve smarrita a quella domanda.

- Non lo so...io so solo che è come se diventassi una droga per loro, per allontanarli poi devo farmi odiare -

- E ti piace farti odiare? -

- Ameranno di più la persona giusta... -

Simona prese la biancheria e si reinfilò in bagno per cambiarsi.

Passò qualche settimana, Simona e Gabriele si videro spesso, senza più toccare quell'argomento. Simona era un'arredatrice, e lavorava con Gabriele,  partecipavano al programma "Pimp my home" per le persone meno fortunate, assieme ad altri architetti e ristrutturatori.

Il vero lavoro di Simona era quello di creare arredamenti nuovi sia per privati che per aziende, e a volte la sua consulenza era richiesta da Ikea, Mercatone Uno e Ricci Casa.
Gabriele collaborava con Simona nel creare pareti, cappe e muretti di pietra viva, questi ultimi andavano molto di moda ultimamente.
Una mattina Simona ricevette una telefonata:

- Pronto, signorina Corradi? -

La voce era giovane e calda.

- Si? Chi parla? -

- Ah non l'hanno avvisata? Beh sono Resi, Resi Alberto... -

Simona lo interruppe:

- Ah il proprietario di Resi Arredamenti? -

Lui parve scocciato dall'interruzione.

- Si, proprio lui! Dunque le stavo dicendo, le dispiacerebbe venire a Roma per la disposizione dei nuovi locali, apriremo un altro store più grande e mi hanno parlato molto bene di lei! -

Simona rimase in silenzio qualche secondo, allontanò il cellulare dal viso e guardò il numero del display : effettivamente il prefisso era quello di Roma.

- Ehm, per quando le servirebbe la mia consulenza? -

- Al più presto possibile! -

Sbottò dall'altra parte il signor Resi. Simona alzò un sopracciglio infastidita da tanta impazienza.

- Va bene, allora dopodomani dovrei aver terminato il lavoro che sto seguendo. Con me verrà anche un mio collaboratore, prenoto subito la freccia rossa! Potrebbe darmi l'indirizzo del nuovo store? - "

- Non appena arriverete a Roma vi farò venire a prendere in stazione dal mio autista che vi poterà prima all'albergo e poi al mio ufficio dove discuteremo dei progetti! Ha qualche preferenza per l'albergo, la Resi Arredamenti ha molte convenzioni... -

Simona non ne aveva la più pallida idea, si era detta che avrebbe cercato il b&b più vicino allo store, e invece il cliente le stava dicendo che l'avrebbe ospitata in un albergo!

- Veramente a me basta che sia pulito, vicino al luogo di lavoro e che prepari una buona colazione! -

Simona ebbe la sensazione che dall'altra parte del telefono il suo interlocutore stesse sorridendo. 

- Ok, non ci sono problemi! A presto signorina Corradi! -

Ora la voce era calma e meno stizzita. 

- A presto signor. Resi - .



Simona rientrò nella stanza dove Gabriele stava abbattendo un muro in cartongesso. 


- Gabri...dopodomani andiamo a Roma! -

Lui alzò lo sguardo e si tolse la mascherina:

- Vacanza? -

Lei scosse la testa.

- Resi Arredamenti! - 

Gabriele spalancò gli occhi.

- Bastaaaa! Non ne posso più! Voglio riposarmi! Neanche il week end mi fai fare in pace! -

 Simona rise:  

- Non ti lamentare, con la crisi che c'è almeno noi lavoriamo! E facciamo lavorare anche i tuoi ragazzi così! -

Lui come risposta si rimise la mascherina e riprese a martellate la parete. Simona lo guardò divertita, lui era in canottiera, sudato, le braccia nude con i muscoli che si tendevano al movimento delle braccia nel sollevare il martello. "Sexy" pensò Simona, ma subito dopo cacciò via quell'immagine dalla testa, "Non con gli amici!" Si rimproverò, dopodichè lasciò la stanza e andò a guardare il lavoro degli altri operai.

martedì 18 novembre 2014

La natura dello scorpione parte 2°

La festa era cominciata già da un po'. Nell'aria risuonavano risate, musica, voci e si respiravano profumi suadenti, Le donne scintillavano e gli uomini ammiravano.
Simona aveva una gonna a tubino nera lunga fino alle ginocchia, top corto davanti e leggermente lungo dietro, che sfiorava e sottolineava la linea perfetta del suo sedere. Gabriele era accanto a lei, jeans, camicia bianca e giacca, barba rasata, lenti a contatto e capelli ben pettinati.
- Devo dire che lasciare Francesca sia la cosa più intelligente che tu abbia mai fatto! E stai davvero bene stasera! Guarda là, quella tipa che ti sta fissando! -
Simona gli poggiò una mano sul braccio per attirare la sua attenzione, lui seguì la linea del dito che indicava la donna che lo stava guardando
- E' bella si, ma non mi va di andare a parlarci... a meno che tu non mi insegni ad essere come te! - Simona sbuffò
- Ancora con questa storia?!-
Lui le spostò i capelli dietro l'orecchio e le si avvicinò sussurrando:
- Insegnami a giocare senza farmi male...-
un lungo brivido percorse la schiena di Simona
- Gabri, goditi la serata. Non stasera...devi sapere tutto e devi essere pronto a tutto...-
- Si ma me la rovini la serata se fai così, dai!-
Simona lo allontanò
- Smettila di fare il coglione! Se vuoi provarci con quella va là e provaci! Ma io non voglio essere responsabile dell'aridità che potrebbe invaderti, nè tanto meno del dolore che causerai agli altri...già mi porto dietro i miei due bagagli! Non voglio anche i tuoi! Ricordi? Io sono libera!-.
Simona si allontanò da Gabriele, era il suo migliore amico, non voleva renderlo uno stronzo! Lui era fatto per la vita di coppia, non sarebbe sopravvissuto alla solitudine, si sarebbe ammalato e non sarebbe più stato lo stesso ragazzo che lei tanto adorava.
Gabriele rimase a fissare Simona che si allontanava, ripensando alle sue parole, sapeva che lei voleva proteggerlo, ma sta volta non voleva essere protetto, voleva assaporare la trasgressione della libertà, dopo 10 anni di rettitudine e di fedeltà verso un'arpia ora voleva riscattarsi e godersi ogni singolo attimo. Pensò che fosse il caso di chiedere scusa a Simona per averle detto che gli stava rovinando la serata, quando vide che un uomo le si stava avvicinando con due bicchieri di vino bianco in mano.
- Simona giusto? -
lei si voltò e vide quest'uomo alto con gli occhi verdi che la fissavano, anzi la spogliavano, in ogni suo centimetro. Simona prese il bicchiere che le porgeva e chinò leggermente la testa di lato, sorridendo
- Si, e tu chi sei? -
- Un amico...-  rispose evasivo. Lei gli porse nuovamente il bicchiere
 - Spiacente, non parlo con gli sconosciuti! - lui scoppiò a ridere
- Ahaha! Ma dai Simona, vabbè che sono cambiato, ma non pensavo non mi riconoscessi! Sono Pietro! Dai andavamo alle elementari assieme! - Simona indietreggiò per guardarlo meglio
- Oh mio Dio! - e lo abbracciò aderendo ben bene il suo corpo a quello di Pietro.
Gabriele scosse la testa e si avventurò verso la donna che ancora lo stava fissando
- Ciao! Sono Gabriele! - la donna dalla chioma rossa gli sorrise
- Monica! - si strinsero la mano, e lei sbattè le palpebre come una cerbiatta. Gabriele trattenne una risatina, "Neanche Simona è così esplicita" pensò.
- Sei in compagnia di qualcuno?- gli domandò Monica
- Si, di un 'amica, ma è andata a caccia! - lei aggrottò la fronte
- Come? - Gabri rise
- No, no niente...e tu? Sei in compagnia? - .


- Ahaha! Non ci credo! - Simona era piegata in due dal ridere forte, Gabriele le prese la mano e gliela strinse ridendo anche lui.
- L'unica coppia di scambisti l'abbiamo beccata noi! Ahahah!- Simona si aggrappò alle spalle di Gabriele, ridendo sempre di più
- Oddio! Ahaha! Era da un secolo che non mi divertivo così tanto! -
- Beh vedi con quei due era sesso assicurato senza complicazioni! - .
Simona si riprese in un attimo
- Ecco Gabri! E' questo che non capisci! Io non ci vado mai a letto la prima volta! E' l'ultima cosa che faccio! Non capisci il gusto della caccia! Il farli impazzire, fargli sembrare che sei l'unica donna che possano mai desiderare, farli innamorare follemente e poi...-
- ...lasciarli - terminò lui diventando serio
- E' un gioco crudele il tuo - lei chinò la testa
- Lo so, ma ne ho bisogno! Amo essere al centro dell'attenzione, amo essere messa al primo posto! La cosa brutta degli uomini è che una volta conquistata, ti mettono da parte, ritornano gli amici, ritorna lo sport, ritornano gli impegni familiari! Io invece amo l'attesa di vedersi, il cuore che ti batte, la voglia di toccarsi e sfiorarsi che crea quella magia chimica! -
- Quindi te vuoi restare fissa al momento dell'innamoramento! Hai mai provato ad andare oltre? -
- Si Gabri, ci ho provato e il risultato è che poi finisco col fare del male al mio compagno, perchè mi annoio e non trovo più interesse nè scopo nell'andare avanti! -
- Certo che sei veramente una bambina! Non vuoi crescere? Perchè non scegli di restare una volta, perchè non scegli di NON TRADIRE. Magari te sei solo scappata alla prima crisi e te ne salti fuori con questa storia dell'aridità! Magari hai solo paura di soffrire e di stare male...-
Simona era calma e pacata davanti alla foga di Gabriele, che voleva convincerla che non doveva vivere così.
- Gabri, tesoro mio! Io ci sto male, non è paura di soffrire, perchè comunque ho amato, non è che non ci abbia provato a metterci tutta me stessa, anzi! Ma non funziona, non sono fatta per una vita di coppia duratura!-
- Oh andiamo Simo! Scommetto quello che vuoi che arriverà chi ti incastrerà per benino! Te vuoi la caccia, arriverà qualcuno che farà il tuo stesso gioco con te, perchè l'uomo è per natura cacciatore, e allora sarai fregata, troverai uno stronzo che fa perdere la testa alle donne e ci cadrai come una pera cotta! Ne sono sicuro!- Simona buttò la testa all'indietro e iniziò a ridere.
- Adesso perchè cavolo ridi? - Gabriele era paonazzo, lei lo abbracciò stringendolo forte
- Tu non sai quanto ti voglio bene! E' per questo che non puoi e non devi diventare come me! Sei bello così! Tu devi avere una compagna che ti tratti come si deve, una che possa regalarti figli e con cui potrai passare tutti i week end della tua vita! Non devi mai mai mai diventare me! Chiaro?- Gabriele l'allontanò dolcemente
- Si può sapere perchè te invece ti ostini ad essere così? - Simona tacque e fece qualche passo in avanti.

Simona e Gabriele si erano addormentati sul divano, uno con i piedi in faccia all'altro, e una coperta messa in mezzo che copriva male entrambi. Erano le 10 di mattina, e la televisione parlava da sola. Gabriele si svegliò e spense il televisore, poi si alzò piano piano per non svegliare Simona e andò in bagno a farsi una doccia.
Non era la prima volta che dormiva a casa di Simona. Quando Francesca lo aveva cacciato ci aveva vissuto per tre mesi, e quindi svegliarsi sul divano, con il collo incriccato e la schiena irrigidita era stata, ai suoi tempi, un'abitudine.
Erano amici, mai stati amanti, quindi si dormiva insieme, ma solo sul divano e uno al lato opposto dell'altro, era una regola di Simona.
Lei e le sue regole! Alla fine non era poi così libera, pensò Gabriele sotto la doccia. No uomini sposati o fidanzati, niente ex, no fidanzati o ex delle amiche, ma soprattutto no con gli amici!
- Merda!- Simona era entrata in bagno e aveva richiuso subito la porta
- Potevi dirmelo che c'eri tu! E che cavolo! Usa la chiave! Chiudi sta cavolo di porta!-.
Gabriele rise di gusto
- Ma dai! Come se non avessi mai visto un uomo nudo! - Simona andò in cucina urlandogli dietro qualcosa di incomprensibile.
Gabriele uscì dalla doccia coperto solo da un asciugamano attorno alla vita, il suo fisico da muratore si faceva ben notare
- Così va meglio madame? - Simona alzò lo sguardo e si mordicchiò il labbro quasi fosse affamata, poi con finta aria indifferente si prestò e versare il caffè nella tazzina e lo porse al suo amico.
- Così va meglio si! E poi vedere un uomo nudo a prima mattina è shokcante!-
Gabriele le sfiorò la mano prendendo la tazzina
- Ma va là! E chi ci crede! E' che è un trauma vedere me a prima mattina forse- Simona lo guardò per un attimo, poi si concentrò nel girare il cucchiaino nella tazza
- Non dire cavolate! Non sei mica brutto! - Gabriele sorrise nel vedere l'imbarazzo della sua amica.
Finito di bere il caffè Gabriele andò a vestirsi e fu il turno di Simona in doccia.
- Io chiudo a chiave! Contrariamente a qualcun altro! -
- Sisi, fai pure! -.
Gabriele aveva preso tutti gli asciugamani dal bagno e li aveva nascosti nell'armadio di Simona, ma questa non se ne era accorta.

domenica 16 novembre 2014

La natura dello scorpione parte 1°

Tuuuu...tuuu...tuu - Pronto?- 
- Ehi! Ciao! Ci vediamo?-
- Ohi ciao! Quando?- 
Lei si mise l'indice sul labbro inferiore spingendolo verso di denti per mordicchiarselo, unghie rosso scarlatto, come la moda dettava. 
-Tra mezz'ora ci sei?- 
Pausa dall'altra parte.
- Più facile una quarantina di minuti...dove ci troviamo?- 
Ora fu lei a fare una pausa.
- Non so, facciamo un giro da qualche parte?-
- Ok! centro commerciale? Ci troviamo là?-
- Si va bene! a dopo! -  
- Ciao! A dopo -.


Centro commerciale, lei tuta sportiva, capelli raccolti in una coda alta, frangia perfetta sulla fronte, ma qualche ciocca fuori posto la rendeva incredibilmente carina! Rigorosamente senza trucco, figuriamoci se per andare in palestra si fosse truccata! Giammai "Io vado in palestra per stare in forma, mica per una gara di bellezza! Poi sudo e mi cola tutto il trucco, mi gratto e mi si toglie tutto! Naaa!" questa era la sua reazione davanti alle signore stratruccate della palestra.



Centro commerciale, lui pantaloni da lavoro un po' macchiati di chissà quale elemento chimico o vernice, maglia in pile sopra, barba incolta, capelli cortissimi e occhialini da vista, pieni di aloni e con qualche graffio.



Centro commerciale, loro sorrisi e saluti. 

- Potevi metterti almeno la matita sugli occhi per andare in palestra! - 
Lei lo guardò di sbieco.
- Simpatico, davvero!- 
Le diede un colpetto con il gomito nel fianco.
- Dai lo sai che scherzo!- .
Seduti al tavolino del bar a prendere un caffè 
- Allora? Come stai? - le domandò lui
- Solita vita, felicemente single ed estremamente libera!- 
Lui sorrise, la conosceva bene Simona. Era la sua migliore amica, lei c'era sempre, in tutte le sue crisi con Francesca, c'era sempre stata, lo aveva raccolto da terra dopo che aveva bevuto tre bottiglie di vodka dopo che Francesca lo aveva lasciato la prima volta. Lo aveva ospitato  a casa sua dopo che lei lo aveva cacciato dal loro appartamento. E C'era anche adesso che si erano lasciati di nuovo, sta volta definitivamente, perchè era stato lui a lasciarla, sta volta.
- E te come stai? -
 Eccola, se l'aspettava quella domanda, sapeva che lo aveva chiamato per paura che fosse a pezzi 
- Sto una meraviglia! - e un largo sorriso gli si dipinse sul volto.
Simona lo esaminò, voleva essere sicura che stesse dicendo la verità, Gabriele annuì guardandola dritto negli occhi, e allora sorrise anche lei, di gioia. 
- Ce l'hai fatta! Ti sei liberato di quella stronza! -.
Gabriele fissò Simona mentre era all'attacco con un cameriere, eccola che sorrideva maliziosamente, ammiccando con tutto il suo corpo. Non aveva bisogno di eye-lyner, aveva occhi da cerbiatta al naturale, non aveva bisogno di scollature o aderenze, lei affascinava con lo sguardo, col sorriso, col carattere. Era immensa, si lo era per davvero. Metteva a proprio agio chiunque, rideva di gusto e ti sfiorava per creare complicità, per prendere confidenza. Simona era tattile, Simona era donna, in tutto.


Gabriele le diede un colpetto alla gamba, sotto il tavolino, lei si voltò guardandolo in cagnesco, dopodichè salutò il cameriere.

- Sei con me e corteggi un altro uomo? - 
Simona tossicchiò
- Punto primo: aria! Lo sai che non mi piace la gelosia Punto secondo: io non corteggio, io vengo corteggiata! -.
LIBERA. Gabriele era geloso del suo essere, come faceva ad essere così? 
- Insegnamelo! - 
 Simona corrugò la fronte 
- Cosa? - 
- La tua libertà! Insegnami ad essere libero! -
Simona sorrise
- Gabri, ma tu sei libero. Sei di nuovo sulla piazza, vivi da solo, non hai vincoli, sei già libero! -
Lui sbuffò 
- Ecco vedi, hai detto che sono di nuovo sulla piazza, tu non dici mai questo di te. Perchè tu non vuoi essere sulla piazza, eppure non sei fidanzata, ma non sei neanche single. Perchè io dovrei essere sulla piazza? Perchè non posso essere come te? -.
Simona rimase in silenzio per un attimo
- Gabri, è una scelta la mia, è una scelta che mi fa accettare per quella che sono. Devi prendere sia i lati positivi che negativi di questa cosa! Lo sai che ho avuto due storie serie nella mia vita, solo due, dopodichè ho capito che non potevo farcela. Che dopo un po' tutto diventava routine e mi sentivo soffocare, lo sai che sono stata male, piegata in due nel letto a piangere per giorni. Non è una scelta facile, e tu non sei me, e non voglio nemmeno che lo diventi! Sei così bello come sei! - 

- Quali sarebbero i lati negativi? Scegli tu con chi, come, dove, quando e quanto stare con una persona! Sei libera, non hai orari da rispettare, non hai persona a cui rendere conto, non soffri più!-.

Simona scosse la testa
- Gabri, ascoltami bene, i lati negativi sono molti più di quelli positivi! Devi essere conscio del fatto che da vecchio ti ritroverai solo, senza una compagna e senza figli e nipoti. I Natali e le feste comandate le trascorrerai da solo, in completa solitudine! E' vero non ho legami, non ho orari, ma la sera quando torno a casa sono da sola, bellissimo perchè posso guardare i film che voglio, giocare all'xbox quanto voglio e tutte queste cose. Ma è perchè sono arida, perchè non posso offrire niente alle persone, e non dirmi che è perchè non ho incontrato la persona giusta, perchè in realtà sono io a non essere la persona giusta per il prossimo! Dopo un po' impazzisco, inizio a guardare altri ragazzi, altri uomini, e mi viene voglia di provocarli, di farli diventare pazzi di me! So di avere un potere enorme sugli uomini, so di essere una cacciatrice, che più il gioco è difficile più mi diverto e una volta assaporata la vittoria, non mi diverto più! Sono una bambina viziata, che dopo aver comprato un nuovo giocattolo e averci giocato per un po', lo aggiunge alla collezione e ne vuole subito un altro nuovo! Non capisci? Sono un buco nero che divora le persone! Non mi sazio mai, non riesco a trovare il per sempre! Tu non vuoi diventare come me! E non devi neanche farlo! -.

Gabriele la guardò in silenzio
- Ma sei così bella libera come sei! -
 Simona sorrise malinconicamente 
- Tesoro...sono patetica, è diverso. -
- Ma se non ti piace questa condizione, perchè non provi a cambiarla? Che ne sai, magari quando sarai vecchia troverai un vecchietto che avrà fatto la tua stessa vita e vi metterete insieme, così sarete compagni! - 
Simona scoppiò a ridere
- Ahaha! Quando sarò vecchia andrò in Africa e con le forze che mi rimarranno farò volontariato e aiuterò le persone, così almeno da qualcuno verrò ricordata come una persona buona, e non come una zoccola zitella! - 
Gabriele le strinse le mani, vedeva nei suoi occhi la consapevolezza di tutto quello che aveva detto, una forte tristezza mista a coraggio. Si perchè Simona era sola, per davvero: la famiglia l'aveva allontanata dopo aver capito che non si sarebbe mai sposata con nessuno e non avrebbe mai creato una famiglia.
Si salutarono in un abbraccio 
- Gabri, domani c'è una festa, vieni? -
- Lo sai che non sono tipo da feste...-
- Per fortuna che volevi diventare come me! Ahahah! Vabbè allora vado con Marco! - 
- No, Marco no, ti prego, che poi lo sai che ci finisci a letto e ti ci vogliono dei mesi per smollarlo! - - - Cosa vuoi, ha un fisico da adone, e poi all'inizio oppone sempre un po' di resistenza...- 
- Ma è perchè ha capito che così te lo stuzzichi finchè non cede, secondo me lo fa proprio per portarti a letto! Sei te che cadi nella sua rete, anche perchè dopo che l'avete fatto inizia a tartassarti di messaggi...quello è innamorato di te! Lo vuoi capire o no? -
- Si, ma i complimenti che mi fa lui a letto non me li fa nessuno, è una buona dose di autostima...-       - Senti, dov'è questa festa? -
Simona sgranò gli occhi 
- Vieni davvero? - 
- Solo per evitarti Marco. -
Simona sorrise mordicchiandosi il labbro e guardandolo maliziosa 
- Perchè? Sei geloso? - 
Non ci riusciva proprio a non provocar gli uomini. Gabriele rimase un attimo interdetto, un momento, Simona non ci aveva mai provato con lui, perchè? Lo considerava così brutto? Era perchè lo considerava un fratello più che un uomo? Gabriele scrollò la testa per allontanare quei pensieri, come aveva potuto anche solo pensarci! Pessime idee, davvero pessime.
Sorrise come se niente fosse e la guardò ammiccando a sua volta
- Gelosissimo! -
Simona rise
- Va bene caro, allora domani passami a prendere che andiamo là! - 
- Ma non mi hai detto dove andiamo! -
- Tesoro essere me, vuol dire anche accettare di non saper un bel niente fino all'ultimo momento! -.


giovedì 13 novembre 2014

Frase top del giorno

Rivolgendomi allo studente che continuava a prendermi gli assorbenti dalla borsa : "L. Se vuoi un assorbente te lo regalo, ma non di questi, ti porto un tampax ma meglio che tu non sappia dove te lo infilerei"
Ecco, molto diplomatica ed educativa!

lunedì 10 novembre 2014

Poveri ragazzi

Gli adulti di oggi sono veramente ignoranti e pieni di se, con poca voglia di lavorare, di mettersi in gioco e non sanno accettare confronti o critiche.
La cosa peggiore è che danno la colpa ai giovani, e crescono nuove generazioni! Il futuro mi fa paura più della crisi economica e lavorativa attuale.

City

Avete mai letto City di Alessandro Baricco?
Io lo sto leggendo in questi giorni ed ho saltato tre pagine buone dopo averne già lette altrettante sulla descrizione e interpretazione delirante di un professore ( personaggio quasi insignificante del libro) mescolata a quella dell'autore.
Dopo un po non ce l'ho più fatta: i discorsi senza capo ne coda mi fanno innervosire!
Detto questo...

Alessandro Baricco è un folle!