Alessia, era triste lo era da parecchio, era stanca della monotonia della sua vita, degli obblighi a cui era sottoposta, agognava la libertà e l'avventura, voleva qualcosa di diverso e inaspettato: forse aveva visto troppi film!
Un giorno andò a lavoro come il suo solito, e tornò a casa nel pomeriggio, come sempre, però era una così bella giornata che decise di andare in garage e gonfiare le ruote della sua bicicletta.
Una volta gonfiate, uscì dal garage, lo chiuse e si diresse verso il parco, vicino a casa sua: sentiva il vento che le sfiorava il viso, il sole che le riscaldava la pelle, e un senso di libertà estremamente appagante, voleva godersi fino in fondo quel momento, senza che nessuno la disturbasse.
E così fece, fino a quando, dovendo passare in una strettoia perse l'equilibrio e cadde dalla bici. "Ma porcaccia la miseria! Mai che me ne vada bene una giusta oh!" esclamò rialzandosi dolorante. Si pulì il sedere, e spinse a mano la bici fino a casa.
La sera raccontò l'accaduto a Federico, il suo ragazzo, e questi si mise a ridere sbeffeggiandola "Ah no, ma sei simpatico, io mi sono fatta male e tu ridi?" " Ma perchè sei imbranata in tutto!", Alessia si indispettì, era di pessimo umore da parecchi giorni, e quella cosa la irritò terribilmente, anche se era una sciochezza.
Il mattino seguente Alessio, si svegliò peggio degli altri giorni, il suo umore non era pessimo, era NERO! Non parlò, non disse niente, si vestì, fece colazione e partì per andare a lavoro. Lungo la strada però, lei svoltò, e poi proseguì diritta, verso l'autostrada, decisa a non fermarsi.
Si fermò ad un autogrill a fare colazione, osservò silenziosamente tutte le persone che la circondavano in quel momento, vi era una scolaresca, molto rumorosa. Le risate dei ragazzi iniziarono a riaprirle il cuore.
Decise di seguire il pullman della scolaresca, voleva vedere dove stessero andando in gita.
Durante il viaggio cantò a squarciagola, ballò muovendo la testa, e poi pensò, pensò parecchio, soprattutto che era triste, infinitamente triste, con un pezzo mancante: qualcuno che fosse folle come lei, qualcuno che condividesse con lei quel senso di estrema libertà. Ad un certo punto smise di seguire il pullman e uscì dal primo casello autostradale, per poi rientrare in autostrada verso casa, stavolta.
Della sua assenza si erano accorti solo a lavoro, era rientrata a casa in giornata, e nessuno, nemmeno per un momento aveva sospettato che Alessia fosse sparita per un po'.
Appena aprì la porta di casa, sentì il campanello suonare, era Federico "E tu che ci fai qui? Non dovresti essere a lavoro?", lui salì la scale trafelato "Non lo so perchè ma oggi avevo una brutta sensazione addosso, una forte paura di perderti" Alessia scosse la testa "Sono qua, non vado da nessuna parte purtroppo", lui l'abbracciò forte, stringendola a sè "No che non vai dai nessuna parte, specie senza di me", Alessia sorrise un po' amareggiata "Dai Fede, va a lavorare, ci vediamo più tardi!" lui si spostò per guardarla in faccia "Non scappare ok?" "Non scappo, sto qua".
Alessia, si mise a studiare, a pulire casa, a cucire, per tenere la mente occupata, e non pensare all'episodio della mattinata, ma c'era un tarlo che le martellava assiduamente la testa "Sarà mai appagato il mio senso di libertà senza limiti di spazio e tempo? Qualcuno sarà mai in grado di sconvolgermi e scrollarmi questa polvere di dosso?".
Giunse la sera, e Fedrico non era ancora arrivato, lei si era vestita tutta carina, come faceva sempre per lui, e lo stava aspettando, inziando un po' a preoccuparsi.
Finalmente arrivò, e la fece salire in macchina "Dove andiamo?" domandò, "Bò, decidi tu!" Alessia sbuffò "Non lo so, qui è sempre tutto uguale..." Federico sorrise "Va bene, allora andiamo!" Alessia si girò incuriosita "E dove?" "Ti fidi di me?" lei gli sorrise "Si" "E allora non fare domande e andiamo!" "Va bene, ci sto!".
Dove andarono non si sa, forse al mare, forse a Firenze, forse a Milano, fattostà che Alessia tornò a casa rigenerata, e serena, non più triste...qualcuno l'aveva sconvolta, qualcuno l'aveva colta di sorpresa, uscendo dalla sua pacatezza e dai suoi schemi, qualcuno quella notte l'aveva rapita e aveva rotto la sua quotidianità, appoggiandola e facendole compagnia nella sua follia!
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