E assopita giace una goccia.
“Plic, plic, plic” cade inesorabile sul fondo di quel pozzo.
Strappata allo scrosciare impetuoso di un torrente.
“Plic” l’ultima.
Tutto tace tutto è fermo.
Si attende una nuova pioggia, una nuova luna.
E odiando la tempesta non si libera mai di quella bugia.
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